Angelino Alfano: un Centrodestra davvero nuovo?

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
23 dicembre 2013

alfano

Il 7 dicembre, un giorno prima delle primarie del PD, è stato lanciato ufficialmente il Nuovo Centrodestra. Il partito, nato dal divorzio fra Berlusconi e l’ex segretario del Pdl Angelino Alfano, ha in quest’ultimo il suo leader. Il successo mediatico è stato notevole ma focalizzato non tanto sulle nuove idee o sugli aspetti che lo differenziavano dal Pdl, quanto piuttosto sulle conseguenze che questa divisione avrebbe portato al rilancio di Forza Italia e alla carriera politica di Silvio Berlusconi. Chi nel Pdl era convinto che separarsi dal Presidente sarebbe equivalso, per Alfano e chiunque lo avesse seguito, a scavarsi la fossa, ha dovuto ricredersi.

Ancora senza un nome, uno statuto, un simbolo, un’ideologia politica e un leader designato, questa formazione poteva già contare sul 7% al primo sondaggio ufficiale. Alfano è inoltre l’unico leader di partito a risiedere in Parlamento, ad esclusione di Pier Ferdinando Casini, che però conta sempre meno sulla scena politica italiana.

Angelino Alfano presenta i gruppi parlamentari del Nuovo Centrodestra

7 europarlamentari, 29 deputati, 30 senatori,  88 consiglieri regionali, 16 assessori regionali, un presidente di regione: questi i numeri del Nuovo Centrodestra. Mentre i nomi più illustri sono, oltre ad Angelino Alfano, quelli dei ministri dell’ex Pdl, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo e Maurizio Lupi.

I rapporti con i vecchi compagni del Pdl? Ottimi, ma in senso unico. Da parte del Nuovo Centrodestra, il pensiero è riassumibile in questa frase espressa il 7 dicembre dal leader di partito: “Staremo accanto al presidente Berlusconi con amicizia e lealtà, ma non aderendo a Fi”. Molto meno amichevoli invece gli ex colleghi, come ad esempio la Santanchè, secondo cui “Alfano e il suo Nuovo Centrodestra sono come quelle cellule di terroristi che, col sorriso sulle labbra e vigliaccamente, sparavano alle spalle dei loro obiettivi”.

Un partito nato vecchio. Il partito è nuovo, ma sembra nato con la sindrome di Benjamin Button. Creato per dare un tetto sotto cui stare a coloro che non solo sentivano il dovere di sorreggere questo governo, ma anche di prendere le distanze dagli “estremisti” del Pdl, il Nuovo Centrodestra di nuovo ha davvero poco. È un classico partito di destra, al quale si affidano coloro che hanno idee “liber-” e che non sono particolarmente diretti a uno stravolgimento del mondo della politica (come del resto tutti i partiti conservatori). È un partito che si affianca a Fi, ma che non vuole sostituirsi ad esso; senza alcuna idea particolarmente innovativa, convince ma non emoziona, affascina ma non intriga. Alfano sembra convinto di quel che fa e del perché lo fa,  ma la mano che stringe la forbice è tremolante, ed esita a tagliare il cordone ombelicale che da sempre lo lega al Cavaliere. Quando finalmente si deciderà a dare quel taglio netto con il passato, allora la destra italiana potrà finalmente risorgere e con essa la credibilità politica italiana.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo