Cinema

Antonio Banderas tra i robot

Giorgio Raulli
6 marzo 2015

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A cinque anni di distanza dal suo esordio alla regia, lo spagnolo Gabe Ibáñez dirige il fantascientifico Autómata, cimentandosi in un genere complesso in cui è sempre difficile raccontare una storia originale e dalle credibili derive filosofiche. Nel 2044 il pianeta è una distesa deserta e l’umanità, con l’aiuto di robot e androidi, dovrà affrontare il dramma della sopravvivenza. In un simile scenario l’agente assicurativo Jacq Vaucan (Antonio Banderas) lavora per una società di robotica, e si ritrova ad indagare su dei modelli difettosi: scoprirà che alcuni robot si sono evoluti.

La pellicola si propone di affrontare il tema dell’intelligenza artificiale declinandolo in modo abbastanza nuovo: invece di ribellarsi e soggiogare l’umanità, i robot ne prendono le distanze, creando una loro comunità a sé stante, come se fossero talmente evoluti da superare perfino le stupidità e bassezze morali dell’uomo. Una buona premessa d’intenti, che si unisce ad una estetica post-apocalittica che viene dipinta nella desolazione dei deserti o nel malato grigiore della città; nel complesso però Autómata non decolla.

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Sono probabilmente gli sviluppi dell’intera vicenda e le modalità con cui si procede verso un epilogo ad abbassare il livello delle aspettative; l’azione c’è, ma non è mai sufficientemente coinvolgente probabilmente a causa di un’atmosfera ovattata che avvolge l’intera vicenda filosofico-fantascientifica. Banderas è bravo come sempre, ma stavolta non basta a salvare l’intera pellicola, che resta tuttavia un esperimento apprezzabile nell’ostico genere sci-fi.

Il film ha senza dubbio il merito di non ricorrere all’uso eccessivo ed esagerato di effetti speciale e di computer grafica a cui siamo abituati oggi per sostenere il corso della storia, ma dosandoli senza rinunciare alla qualità; Autómata si rivela tutto sommato onesto, anche nelle modeste intenzioni di porsi nella fantascienza. Un buon esperimento, senza gridare al capolavoro, nelle sale italiane dal 26 febbraio 2015.


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