Leggere insieme

Antonio e Virgoletta

Marina Petruzio
25 marzo 2015

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In libreria dopo molto tempo per Il Battello a Vapore, Antonio e Virgoletta di Erich Kästner, vincitore del premio Andersen 1968, pubblicato la prima volta nel 1929.

Virgoletta si presenta subito come un’altra delle bambine emancipate e creative del secolo scorso.
Originale e fantasiosa, Virgoletta affascina per la semplicità del suo essere e la sregolatezza del suo essere una bambina curiosa e inventiva o, per dirla come la direbbe lei, stupendevole! La storia è decisamente ricca di colpi di scena e riuscirà ad appassionare i lettori di ogni età, anche e soprattutto di quest’epoca!

Antonio e Virgoletta non potrebbero essere più diversi: l’una agiata, con tanto di istitutrice dai metodi creativi a dir poco, e l’altro orfano di padre, dedicato dopo la scuola ad aiutare la mamma – figura alla quale anche Kästner era molto legato – una mamma non in salute, nel condurre la loro famiglia e condividere i guadagni per coprire le spese; l’una vive in una casa con tante stanze e Pifke, un cucciolo di bassotto, l’altro in una piccola e traspidocchiata casa male in arnese. Lei è una ragazzina di ottima famiglia, d’altro canto il Direttore Pogge è suo padre, lui ha solo la sua mamma ed un sacco di difficoltà.
I ruoli e le figure, il ricco ed il povero, l’orfano, la mamma ammalata, il contrasto delle differenti posizioni sociali, lo sfruttamento dell’infanzia, i maestri – come il Professor Bremser, vecchio e grasso professore di matematica di Antonio, con una sterminata calvizie nella quale Virgoletta avrebbe provato volentieri a specchiarsi – gli adulti di riferimento poco inclini all’ascolto dei bambini, sembrano così perfettamente rispettati come in un racconto d’altri tempi. In realtà la narrazione è fluida e divertente con punte di avventuroso mistero.

sconosciuto

Se Antonio risponde alle aspettative sociali del bravo ragazzo ( figuratevi che sa anche cucinare!) che deve necessariamente essere retto ed amato da tutti perchè le sue condizioni sociali non gli consentono altrimenti – non troverebbe lavoro per aiutare la mamma se fosse uno scavezzacollo, non si meriterebbe la scuola se fosse votato alla vita di strada, avrebbe timore di non essere così amato dalla sua mamma -, Virgoletta ha dalla sua parte quell’agiatezza che, se da un canto le sottrae l’attenzione della mamma sempre occupata in shopping e mondanità assortite o con l’emicrania!, dall’altra le regala la possibilità di pensare ed agire come una bambina della sua età dotata di estrema intelligenza e originalità, ben supportata dal suo ambiente.
Come quando invita Antonio a giocare al gioco di chi ride per primo…
Oh mamma, oh mamma! Non ho voglia di ridere neanche un po’. Sono triste anzi tristissima, ripetendo questa frase prima l’una e poi l’altro, sgranando gli occhi puntandoli dritti in quelli del compagno ed assumendo una faccia da funerale…ridere sino alle lacrime è veramente un attimo!
O come quella volta che annoiandosi mortalmente dal barbiere con Antonio, Virgoletta si improvvisa barbiere pure lei facendo barba e baffi a…Pifke! Spalmandogli schiuma da barba, che lui scambiò per panna montata, su tutto il muso e procedendo con un affilato indice al suo minuzioso lavoro, chiacchierando come un vecchio barbiere panzuto che chiacchiera col suo cliente barbabaffuto…prossimamente parto. Lo Zeppelin cerca un barbiere che soffre il mal di mare per una spedizione al Polo Nord. Proprio così, dovrò rasare il pelo agli orsi bianchi. Se per lei va bene le porto una pelliccia quando torno. Un po’ di talco?
Non è fantastica?

Ad ogni fine capitolo una riflessione dell’autore invita il lettore, grande o piccolo, in lettura autonoma o condivisa con un adulto, a focalizzare alcuni punti chiave, individuare i personaggi ed analizzare il loro comportamento, a crearsi insomma un’opinione personale sui protagonisti e sulle loro azioni, a riflettere sul significato della parola orgoglio, dovere, fantasia, su concetti come difficoltà della vita e felicità familiare, per parlare di mascalzoni e bugie, riconoscenza e rispetto…Un attimo di pausa e confronto prima di rigettarsi nella lettura del capitolo successivo.
Ma ci sono anche fidanzati poco di buono ed espedienti per guadagnare, ladri e un papà buono!
Dopo aver letto Virgoletta, la prossima volta che vi sentirete la febbre userete di sicuro un caldometro per misurarvela…
E come dice lo stesso Erich Kästner alla fine dell’introduzione, meglio se breve! è arrivato il momento di cominciare la storia!

Marina Petruzio

Antonio e Virgoletta
di Erich Kästner illustrato da Walter Trier
Traduzione di Roberta Magnaghi
Ed.: Piemme
Collana: Il Battello a Vapore
Euro: 13,00.
Età di lettura: dai sette anni e per tutti!


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