Arte

Antonio Ligabue, Al Matt, a Pavia

Elisa Monetti
8 aprile 2017

Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, dal 17 marzo al 18 giugno, dedicano le loro sale ad uno dei più sublimi, espressivi e brillanti artisti del ‘900: Antonio Ligabue.

Un’esistenza tormentata, cominciata a Zurigo e terminata, un po’ per costrizione, un po’ per affinità, in Italia.

Segnato da una triste vicenda familiare che lo vede tragicamente orfano nemmeno quindicenne, passa la giovinezza in Svizzera, cacciato da molteplici scuole per la pessima condotta. È sempre il suo temperamento irrequieto a costargli il definitivo allontanamento dal paese natale per arrivare in Italia.

Ed è proprio sulle rive del Po che principia a brandire i pennelli. Le sue tele, dalla potente gamma cromatica tornano ciclicamente sui medesimi soggetti: gli animali, selvaggi e domestici, e gli autoritratti. Sono proprio queste le due sezioni entro cui si divide la mostra.

Da una parte la natura incontaminata, la ferocia e la maestosità di tigri, leopardi e cigni, tutti fieri dipinti piuma a piuma, pelo a pelo, da un pennello che nulla lascia al caso, con i loro colori luminosissimi, come fossero baciati dal sole degli albori della Terra; dall’altra parte un volto, il suo volto, di tre quarti, con lo sguardo fisso ma intenso, erede di tutta la ferocia delle sue tigri.

Una storia simile al leopardo che assale il cigno, quella dell’artista che dipinge la prima pennellata sulla tela candida. Un parallelismo pericoloso, che gli è costato il soprannome de Al Matt e che basta a spiegarci i continui ricoveri tra ospedali psichiatrici e manicomi sparsi lungo tutta la vita di Ligabue.

La mostra di Pavia continua un percorso che come tappe precedenti ha avuto Gualtieri (città che ha accolto l’artista nei suoi primissimi giorni italiani), Palermo e Roma. Questo lungo cammino ha come obiettivo quello di riportare alla luce un talento vero, troppe volte limitato al genio figlio della follia.

Dalle parole del curatore Sandro Parmiggiani, “Se la tormentata esistenza dell’artista ha contribuito, almeno all’inizio e per un certo periodo, a gettare un’aura di leggenda sull’opera, alla fine questa sorta di fardello dell’uomo Ligabue ha ripreso il sopravvento: le ragioni dell’esperienza esistenziale sono sembrate inesorabilmente prevalenti rispetto a quelle artistiche. Ci si è dunque proposti di fare il percorso inverso: non dalla vita all’opera, ma dall’opera alla vita”.

Non fermiamoci quindi alla follia, ricerchiamo l’arte e in essa il suo sublime: l’uomo.

 

Antonio Ligabue
17 marzo 2017 – 18 giugno 2017
Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, Viale XI febbraio 35
Orari: martedì / mercoledì / giovedì / venerdì 10-13 e 14-18; sabato / domenica e festivi 10-20


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