Interviste

Aquilano e Rimondi: lusso e qualità

Enrica Governi
1 novembre 2012

Intervista esclusiva di Enrica Governi

Spesso si dice che la “stoffa” per fare una determinata professione o ce l’hai o non ce l’hai, e che sicuramente nella vita il talento aiuta. E di talento, abbinato ad una buona dose di passione, Tommaso Aquilani e Roberto Rimondi ne hanno da vendere, perché la carriera di questi due giovani stilisti è stata, fin dall’inizio, tutta in discesa: vincono Who’s on Next nel 2005, subito dopo, nel 2006, assumono la direzione artistica di Malo, successivamente quella del comparto donna di Ferrè, ed infine, nel 2011,  approdano a Fay, uno dei più noti e prestigiosi brand del lusso italiano.
Li abbiamo intervistati per Luuk Magazine.

Come è iniziata la vostra collaborazione con Fay? E da quanto tempo dura?
Conoscevamo da tempo Diego e Andrea Della Valle, verso i quali abbiamo sempre nutrito un sentimento di forte ammirazione e rispetto perché hanno le idee chiare, sanno cosa vogliono. Quando ci hanno proposto di collaborare per il marchio Fay abbiamo accolto la cosa con grande entusiasmo, e nel settembre del 2011 abbiamo presentato la prima stagione PE12, ad oggi siamo alla terza stagione.

Il vostro arrivo nella nota maison, grazie a dettagli e linee particolari, ha portato indiscutibilmente una ventata di  contemporaneità a capi e accessori. Quanto è importante la riconoscibilità del Made in Italy nelle vostre creazioni? E che ruolo hanno creatività, innovazione, e sartorialità in tutto questo? Ne siete soddisfatti?
Noi crediamo che il fit sia fondamentale, oggi la donna vuole sentirsi bella e sensuale anche indossando un cappotto, e perfino l’oversize deve rispondere a certi accorgimenti e a certe proporzioni che ne determinano l’appeal. I dettagli devono essere ricercati e preziosi, ad esempio una cintura con delle perline può rendere elegante anche un parka, così come le profilature in pelle con le cuciture a vista danno contemporaneità ad una classica sahariana. Il tocco Made in Italy è la linfa vitale stessa delle nostre creazioni, essendo Fay un marchio squisitamente italiano, dall’identità forte e riconoscibile. Creatività e innovazione, devono andare di pari passo senza però mai cadere in eccessi che possono snaturare il DNA di un marchio; la sartorialità è un elemento chiave nella buona riuscita di una creazione ad alto livello, Fay ne è un esempio. Siamo molto soddisfatti del lavoro che stiamo portando avanti, anche se crediamo si possa sempre migliorare.

Che cosa vi portate dietro della vostra esperienza passata, durante la quale avete creato per un grande brand italiano?
Ogni esperienza è a sé, noi ci siamo misurati con realtà completamente diverse tra loro, questo ci ha permesso di imparare molto, di ampliare in nostri orizzonti conoscitivi e di conseguenza creativi cercando di fare sempre meglio.

A cosa o a chi vi ispirate, quando disegnate una collezione?
Non abbiamo un modello preciso di riferimento, ci ispiriamo ad icone di stile di tutti i tempi, donne che, non avendo seguito una vera e propria moda, ma essendosi sempre distinte per uno stile proprio, possono considerarsi sempre attuali, donne la cui identità avrà sempre un fascino indiscusso nel corso degli anni.

Che cosa è per voi l’eleganza? E la classe?
L’eleganza è il sapersi distinguere senza cadere in eccessi modaioli, il saper essere unici nel proprio genere creando uno stile personale. La classe è innata, non si inventa.

Viviamo in un momento di crisi economica mondiale. Ne avete risentito anche voi? Come l’avete affrontata?
Certamente non si può negare che ne abbiamo risentito tutti. Noi andiamo avanti per la nostra strada, cercando sempre di rimanere coerenti ai principi di qualità e professionalità, per garantire a chi ci sceglie, un prodotto sempre di alto livello.

Il brand per cui create è annoverato tra quelli appartenenti al comparto del lusso: a vostro parere, nel mondo, nonostante la crisi economica, c’è ancora spazio per il prodotto di lusso, e se sì, perché?
C’è ancora spazio per il prodotto di lusso a condizione che questo non si smentisca, e che non deluda mai chi decide di sceglierlo. Deve rimanere fedele alle aspettative che crea.

Da cosa si riconosce un prodotto di lusso?
Dalla cura del dettaglio, dalla ricerca che vi è dietro, dall’artigianalità.

E ancora, come vedete il futuro della moda in un mondo globale? E il vostro futuro?
La moda dovrà accostarsi sempre di più ai bisogni reali e concreti del consumatore, ricercando un sempre miglior rapporto tra qualità e prezzo. Più piedi per terra e meno voli pindarici quindi.

In quali paesi è presente il marchio Fay? Presenziate anche nei paesi emergenti, come Cina, Brasile, India, etc.? In quali vendete di più? Come va in Europa?
Ad oggi il marchio Fay è presente principalmente in Europa, e realizza il grosso del fatturato in Italia. Abbiamo un corner da Barney’s negli Stati Uniti e i piani per il 2013/2014 sono quelli di portare il brand nei mercati asiatici, oggi in fortissima espansione.

Nelle collezioni di un importante stilista italiano che  fa soprattutto cachemire c’è qualcosa di orientale, così come nel suo modo di vedere la vita ed il lavoro. Questo è il “suo” tratto distintivo…il vostro qual è?
Il nostro tratto distintivo è quello di applicare creatività e design ad un prodotto “reale”.


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