Fotografia

Architettura e fotografia alla scoperta dell’uomo

Alberto Pelucco
6 novembre 2013
Alessandro Mendini Foto di Paolo Pellegrin Credits: © Paolo Pellegrin/Contrasto

Alessandro Mendini
Foto di Paolo Pellegrin
Credits: © Paolo Pellegrin/Contrasto

Architettura e fotografia non sono mai state così vicine come nella mostra “60 Grandi Fotografi, 60 Grandi Architetti”, allestita presso lo Showroom Martini Light di Foro Buonaparte 60 a Milano, in collaborazione con Fondazione FORMA.
Sessanta ritratti fotografici di famosi architetti e designer campeggiano sulle pareti in una sorta di storia dell’architettura e del design contemporanei che però pone l’accento sugli artisti in quanto uomini e non sulle opere che li hanno resi famosi.
Protagonisti della mostra sono dunque le qualità, l’ingegno o i sentimenti che hanno guidato le matite di Stefano Boeri, Alessandro Mendini, Gae Aulenti e molti altri.
Due sono gli elementi degni di rilievo nel primo piano di Mendini, designer e architetto milanese classe 1931: primo, la ridotta luminosità; secondo, l’assenza di colori. Autore dello scatto è il romano Paolo Pellegrin, che qui opta per un ritratto essenziale, focalizzato sull’espressione intensa del viso, sullo sguardo concentrato. Qualità principale per essere un buon architetto – questo sembra il messaggio – è la concentrazione, foriera di un vero e proprio brain storming, tempesta di idee, che impedisce al soggetto di rilassarsi. In questo contesto troverebbe spiegazione l’assenza di una posa rilassata da parte del modello.

Gae Aulenti, foto di Guido Harari Credits: © Guido Harari /Contrasto

Gae Aulenti,
foto di Guido Harari
Credits: © Guido Harari /Contrasto

Del tutto opposto è il ritratto della grande Gae Aulenti, immortalata da Guido Harari in una posa composta, in cui luminosità diffusa, colori delicati e sfumati denunciano l’atteggiamento riflessivo e tranquillo di una delle principali esponenti del Neoliberty, movimento secondo cui l’architettura deve lasciarsi ispirare ed affascinare dai principi e canoni elaborati in epoche precedenti.
Fu proprio l’adesione a questa corrente che permise alla designer nata nel 1927 di cimentarsi specialmente nel design di allestimento e nel restauro architettonico, di cui il Musée d’Orsay è un esempio meraviglioso.

Michele De Lucchi, foto di Daniele Mattioli Credits: © Daniele Mattioli /Contrasto

Michele De Lucchi,
foto di Daniele Mattioli
Credits: © Daniele Mattioli /Contrasto

Diverso è il caso dello scatto dedicato al designer ferrarese Michele De Lucchi e realizzato da Daniele Mattioli, che da sempre vede nella fotografia un modo per esprimere la propria sensibilità, carpendo determinati sentimenti. L’interesse del fotografo umbro qui non si ferma alla definizione della personalità del soggetto rappresentato, ma penetra più a fondo, alla ricerca delle basi del pensiero artistico del designer, cioè: essenzialità del disegno, architettura intesa come integrazione di forme artistiche diverse e creatività, ben rappresentata dal singolare oggetto in mano all’artista. Si tratta di una gru che diventa camion, illustrazione perfetta di come l’obiettivo di qualsiasi forma artistica, sia essa letteratura, fotografia, pittura o scultura, sia la costruzione di un bagaglio culturale e quindi di un essere umano completo. Solido come le opere di questi artisti che tutto il mondo ci invidia.

Alberto Pelucco

“60 Grandi Fotografi, 60 Grandi Architetti” in collaborazione con Fondazione FORMA
8 ottobre – 12 novembre 2013
Showroom Martini Light, Foro Buonaparte, 60, Milano.
Informazioni:
www.martinilight.com/news/it
Orari:
lunedì – giovedì: ore 10 – 13 e 14 – 18.30
venerdì: 10 – 13 e 14 – 18


Potrebbe interessarti anche