Arte

Arcimboldo a Roma, tra mele e caricature

Elisa Monetti
25 novembre 2017

Raccoglie tele, pennelli, melanzane, zucche, cervi, triglie, assi di legno, pecore e fogli di vite per una straordinaria apparizione a Roma: Arcimboldo, dal 20 ottobre 2017 fino al 18 febbraio 2018, arriva a Palazzo Barberini.

Un’occasione davvero fuori dall’ordinario che raccoglie capolavori dell’artista provenienti dalle più disparate parti del mondo: Basilea, Denver, Houston, Monaco di Baviera, Stoccolma, Vienna, Cremona, Firenze, Genova e Milano.

Insieme alle tele più famose, correderanno l’esposizione disegni, acquerelli e oggetti d’arte applicata, dalle armature agli arazzi, capaci di ricreare il contesto in cui è nato e cresciuto uno dei più visionari e illuminati protagonisti della storia dell’arte, colui che, incompreso da molti contemporanei, negli anni Trenta del ‘900 diventerà determinante nel forgiare l’anima di Dadaismo e Surrealismo.

La mostra, divisa in sei sezioni, racconterà l’evoluzione di Giuseppe Arcimboldi, passato alla storia come Arcimboldo, le influenze che ha subito e la caratura delle sue committenze.

Come la sua carriera, il percorso comincia in Lombardia con una serie di artisti che, nella seconda metà del Trecento, respiravano a Milano l’aria leonardesca, in aperta contrapposizione con due delle celeberrime personificazioni delle stagioni di Arcimboldo.

Ci si sposta poi tra Vienna e Praga, dove l’artista lavorò alla corte asburgica come ritrattista, a testimoniare questo periodo sono esposti alcuni dei suoi ritratti più importanti, tra cui quello dell’Arciduchessa Anna.

È sempre l’atmosfera d’oltralpe che espone Arcimboldo alle suggestive Wunderkammer, le stanze delle meraviglie, oggetto della terza sezione che prova a ricrearne l’atmosfera di strabiliante stupore per la fantasia della natura.

Segue una parte dedicata alle teste reversibili, sopraffino gioco d’illusioni che fa di una cesta di frutta, un buffo volto dalle rosse gote a forma di mela.

Sulla scia delle opere bizzarre, la sezione successiva dà spazio ai veri capolavori iconici dell’artista. I busti, grotteschi a primo avviso, che racchiudono invece un’attentissima composizione di forme naturali o artificiali.

In conclusione un omaggio alla fantasia e all’ironia, lasciate al racconto delle opere che personificano i mestieri. Una grande, giocosa, occasione di scoprire nuovi eloquenti punti di vista!

 

 

Arcimboldo
20 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018
Galleria Nazionale dell’Arte Antica in Palazzo Barberini, Palazzo Barberini – Via delle Quattro Fontane 13, Roma
Orari: martedì / mercoledì / giovedì / domenica 9:00 – 20:30; venerdì / sabato 9:00 – 22:00


Potrebbe interessarti anche