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Argentini e scudetto: Juve e Napoli ai piedi di Dybala e Higuain

Riccardo Signori
25 gennaio 2016
Paulo Dybala

Paulo Dybala

Paulo Dybala continua a stupire tra gol realizzati (12) e assist (6) per i compagni. Gonzalo “il Pipita” Higuain cavalca nella prateria dei sogni con 21 reti: ecco segnata, per Juve e Napoli, la via argentina allo scudetto. Non è una novità per il nostro campionato. Il calcio, il calciatore argentino in Italia è un segno del potere: Valentin Angelillo, pur non vincendo scudetti, fu dominatore nell’Inter fine anni ‘50 e conserva il record di gol (33) segnati in torneo a 18 squadre. Quattro oriundi (Orsi, Demaria, Guaita e Monti) divennero protagonisti con l’Italia che vinse i mondiali nel 1934 e altrettanto capitò con Mauro German Camoranesi nel mondiale 2006 in Germania.

Omar Sivori fu lo scugnizzo più amato dalla gente juventina. Ma anche a Napoli, in coppia con Josè Altafini, trascinò la squadra nei piani alti del campionato. A Torino vinse tre scudetti, segnando 170 gol e conquistando il Pallone d’oro. Oggi tanti rivedono Dybala nel “Cabezon” dei vecchi tempi. La Juve ha fatto scorta: dopo Sivori si è ritrovata con Carlos Tevez che l’ha condotta fin quasi al soglio della Champions league. C’è un filo che accomuna questo trio: non certo corazzieri nel fisico, ma calciatori con la seta nei piedi e il feeling con la gente. Paul Dybala sembra calcisticamente irriverente come quei due, dotato dello scatto e del fiuto che conquista. E, come loro, sta imparando a diventare l’uomo a cui affidare la palla nei momenti difficili. Costato 40 milioni, che pur sono troppi, sta dimostrando di valere il prezzo. Su di lui ha investito pure Lionel Messi. “È uno dei nostri”, ha detto al ct Martino per convincerlo a portarlo in nazionale. E chissà mai che il Barcellona non segua il consiglio.

Dici Gonzalo Higuain e pensi al Napoli di Maradona. Il “pibe de oro” resta tuttora inarrivabile pure per Messi, ma il Pipita sta usando concentrazione, senso del gol e grande determinazione per dimostrare che lo scudetto, a Napoli, si può vincere anche senza Maradona: specchio dei tempi grami del calcio, ma pur sempre un’idea da apprezzare. Higuain sta cercando di farsi perdonare gli errori che rovinarono la passata stagione napoletana. La squadra gli fa giungere tanti palloni, come nel passato, ma ora basta che li guardi e li butta dentro. Sono i segni di annate straordinarie che capitano poche volte nella vita e vanno sfruttate.

Nella geografia del potere come dimenticare Diego “il Principe” Milito? Con il suo fantastico bomber, l’Inter arrivò al Triplete in una stagione che resta nei sogni. Oggi c’è Mauro Icardi, non a caso cannoniere della serie A nel campionato scorso, ma quest’anno con la colt a salve. L’Inter aveva investito su di lui per trovare la via allo scudetto. Per ora sta tradendo. Ma con gli argentini mai dire mai. E intanto Mancini si è portato avanti, chiedendo a Sarri di avere Higuain come regalo per la pace…


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