Sport

Armani fa sognare Milano, Cagnotto e Vinci donne top

Riccardo Signori
22 febbraio 2016
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Giorgio Armani e l’Olimpia Milano

Chissà che la riscossa di Milano non parta dal basket? Milano sportiva, intendiamoci. Vedi l’Armani e ti riconcili con il bel soffio dello sport che vince: grande pubblico, atmosfera elettrizzante, la squadra del basket milanese torna al successo in coppa Italia dopo venti anni. Non sarà tanto, ma nemmeno poco per una città che ha le top calcistiche in eterno affanno: ora rincorrono un posto in Europa, figuriamoci.

 C’è poco altro: le squadre dell’atletica (Riccardi e Bracco) hanno da poco celebrato gli scudetti nazionali, ma scudetto vuol dire soprattutto sport di squadra. L’Armani ci sta provando. Intanto la coccarda della coppa vale la seconda conquista da quando Giorgio Armani se l’è presa (economicamente) in spalla: un tricolore nel 2014, ed ora questo trofeo. Un bel modo per celebrare gli 80 anni della società che avrà la festa il 6 marzo. Un brindisi a prosecco, in attesa dello champagne che potrebbe voler dire scudetto.

 Poi, certo, c’è di più, molto di più, nella storia di questa gloriosa società, ma oggi l’abbinata Armani- Repesa festeggia la prima volta in coppa per entrambi. Undici anni fa Jasmin Repesa si presentò al Forum di Milano per conquistare lo scudetto sulla panchina Fortitudo. Oggi siede su quella milanese, ha battuto Avellino e sta cominciando a restituire qualcosa di quel sogno infranto.

 Ma il bello dello sport è stato infiocchettato anche da un gruppo di ragazze senza paura: qualcuna per arricchire il nostro numero di atleti verso l’Olimpiade, qualche altra per dire che il tennis rosa è un fiore da non buttare mai. Francesca Schiavone ha ritrovato il successo in un torneo dopo tre anni di astinenza, Roberta Vinci ha vinto in Russia ed entrata fra le top ten WTA del tennis: quarta italiana di sempre (si parla di un arco di 40 anni) dopo Flavia Pennetta, Francesca Schiavone e Sara Errani. C’è sempre un modo per stupire i maschi.

Tania Cagnotto e Francesca Dallapè

Tania Cagnotto e Francesca Dallapè

Cappello levato, chapeau alla francese, pure per Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, le gemelle del tuffo, che si sono conquistate il pass per i Giochi di Rio 2016, nel sincronizzato dal trampolino di 3 metri: sarà l’occasione per la rivincita dopo la beffa di Londra 2012 , quando arrivarono quarte per appena due punti. Furono lacrime, saranno sorrisi?

 E con loro ci saranno le ragazze della sciabola a squadre, per la prima volta tutte insieme appassionatamente e cercar gloria olimpica. Un quarto posto in coppa del mondo, nella tappa di Saint Niklaas, ha permesso l‘ en plein a Ilaria Bianco e Loreta Gulota, Irene Vecchi e Rossella Gregorio. La specialità della sciabola rosa a squadre aveva debuttato ai Giochi 2004, ma l’Italia non si era qualificata. Ora, nella rotazione olimpica della gare a squadre, tocca di nuovo a loro: missione compiuta.

Infine sembra una favola quella di Nadia Fanchini, la ragazza che ha ridotto le sue gambe in mille pezzi, ha sottoposto le  ginocchia a due delicate operazioni, ha atteso 7 anni per risalire sul podio e sabato è tornata a vincere una discesa libera. A La Thuile ha battuto la Vonn e l’altra azzurra Merighetti. Neppure i sogni sono così perfetti.


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