Letteratura

Arrivano Gli Intramontabili

Virginia Francesca Grassi
27 ottobre 2013

Copertina

Ideare e lanciare una nuova collana non è mai cosa da poco. Soprattutto se l’intento è quello – decismanete ambizioso – di trasmettere un’idea di letteratura intramontabile, così contrastante con l’usa e getta che pare dominare oggi il mercato editoriale.
Questo il progetto dietro a Gli Intramontabili, nuova collana di E/O che a partire dal 30 ottobre arriverà nelle nostre librerie: una bella sfida a colpi di grandi autori, pagine che sembravano oramai dimenticate ed evergreen letterari, di cui oggi ci parla Giulio Passerini, ufficio stampa della casa ed editor della collana.

Creare di una collana significa, dalla nascita della repubblica della carta sporca, avere un progetto editoriale ben definito: qual è dunque l’impegno culturale dietro a Gli Intramontabili?
L’impegno è duplice: rimettere in circolazione libri bellissimi e dimenticati, e farlo in una precisa ottica di attualità. Pur essendo stati pubblicati per la prima volta molti anni fa, infatti, questi libri oggi si arricchiscono di nuovi significati e rispondono alle domande del nostro tempo. Sono attuali oggi più di ieri.

Quale idea di letteratura vuole trasmettere la collana e attraverso quali titoli? Si può dunque parlare di un nuovo canone, di nuovi classici?
Stiamo attraversando un momento in cui la ricerca spasmodica delle novità minaccia non solo i librai (costretti a un ricambio di titoli dal ritmo insostenibile) ma gli stessi lettori. Prendere o lasciare, è con questo messaggio che ogni giorno migliaia e migliaia di titoli invadono le librerie: se i lettori nel giro di qualche settimana “prendono”, bene; altrimenti, avanti un altro libro.
Ma non è questa l’editoria che ci piace: siamo convinti da sempre che la buona letteratura sia senza tempo e così abbiamo deciso di varare una collana capace di incarnare questo principio al massimo grado. Non sono classici, qui da noi, ma lo diventeranno presto.

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Per quanto riguarda le traduzioni, ci sono testi mai visti in Italia, o che appaiono ora in un italiano più moderno e attuale?
I primi titoli che abbiamo scelto sono tutti già apparsi nel nostro paese ma è probabile che presto pubblicheremo anche titoli mai letti in Italia. Dal momento che le abbiamo ritenute più che soddisfacenti, anche le traduzioni sono quelle originali, ma non è escluso che su altri titoli si lavori diversamente.

“Bella di giorno” nel 1967 divenne il meraviglioso film diretto da Luis Buñuel, che arrivò a vincere il leone d’Oro a Venezia nonostante i suoi contenuti, considerati scandalosi…
È ancora scandaloso, ma non è questo il motivo per cui lo stiamo ripubblicando. É infatti innegabile che oggi esista un’interrogazione profonda sull’erotismo che va molto al di là di una semplice domanda di prodotti pruriginosi: è a tutti gli effetti un’interrogazione intellettuale e i libri di Joseph Kessel e Anaïs Nin sono quelli con i quali stiamo provando a dare una risposta.

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Come mai invece scegliere come “intramontabile” Anaïs Nin, una delle scrittrici più controverse del Novecento?
Perché lo è. Anaïs Nin guarda ai sensi in un modo unico e vivere i rapporti fra uomo e donna con quella ricchezza è qualcosa a cui non si può non aspirare in ogni tempo.

Cosa più ti ha colpito nella narrazione di “Diglielo da parte mia” di Joan Didion e perché si tratta di un testo dal significato ancora così attuale?
Joan Didion è un’autrice nota in Italia soprattutto per il contributo che ha dato alla corrente del New Journalism con i suoi pezzi e i suoi celebrati memoir. Ma non tutti sanno che è stata anche un’autrice di romanzi, pubblicati in Italia molti anni fa. Con “Diglielo da parte mia” cominciamo la ristampa delle sue opere: vogliamo presentare ai nostri lettori un’autrice straordinaria che merita di stare sullo stesso scaffale di Carver e di Yates.

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Mi sembra di capire che per questi primi tre titoli il comune denominatore possa essere il fascino di una narrativa potente messo al servizio di grandi – ognuna a suo modo – protagoniste femminili, ma anche l’anticonvenzionalità e la capacità di scandalizzare l’epoca che ha visto nascere queste opere….
É vero, sono tre libri con al centro dei personaggi femminili molto forti. Però non è lo scandalo che ci interessa, piuttosto la novità che hanno rappresentato, la bellezza dello stile e la forza del messaggio che continuano a trasmetterci perfettamente intatto.

Qualche anticipazione sui prossimi titoli che proporrete?
A gennaio arriverà un classico vero, classicissimo. Ma allo stesso tempo modernissimo perché – per la prima volta – permetterà di rileggere in una nuova chiave una delle figure più importanti dell’immaginario contemporaneo. Sarà una grande storia di maschere…

Intervista a cura di Virginia Grassi


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