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Art de la Table: A tavola con il bottino

staff
10 marzo 2012

I pirati erano banditi del mare, predoni che attaccavano le navi al largo dei mari e che non obbedivano alle leggi di nessuna nazione, ma rispettavano solo le regole stabilite a bordo. Queste regole, molto dure, costituivano un vero e proprio codice che prevedeva la spartizione in eguali parti del bottino, provviste fresche e una razione di liquore al giorno per ogni pirata. Era assolutamente vietato azzuffarsi, giocare a dadi o a carte per denaro e ospitare donne. Se il codice non fosse stato rispettato, la punizione era l’abbandono in mare aperto. Ma perché i pirati affrontavano queste condizioni di vita e, soprattutto, perché erano così feroci e spietati? La risposta è molto semplice: per il bottino! L’arrembaggio di un galeone carico d’oro, d’argento e di gioielli poteva rendere ricchi a vita tutti i componenti di una nave pirata. Insomma, è il caso di dire che il gioco valeva la candela.
Oggi la pirateria è un fenomeno molto meno diffuso, ma nonostante ciò la figura del pirata che arrembava navi, rubava forzieri e catturava marinai o passeggeri, continua ad affascinare e a stimolare la nostra immaginazione. La letteratura e il cinema sono ricchi di storie che narrano di impavidi pirati: dall’“Isola del tesoro” dello scrittore Robert Louis Stevenson al più recente “I pirati dei Caraibi” del regista Gore Verbinski.
E nonostante i pirati vengano raffigurati come temibili uomini senza scrupoli, sempre pronti a issare la bandiera di Jolly Roger per saccheggiare ogni imbarcazione in cui si imbattevano, la realtà è ben diversa. Pare infatti che i pirati non fossero soltanto dei rudi uomini di mare. Spesso erano anche etnologi, botanici, geologi, medici, agronomi, ma soprattutto grandi cuochi. Cucinavano divinamente, utilizzando le spezie e gli ingredienti pregiati che razziavano nelle loro scorribande, e non si facevano mancare tavole imbandite di tutto punto, ornate dei più preziosi oggetti. Piatti, bicchieri e posate rubati dai forzieri delle navi depredate venivano infatti utilizzati dai pirati per accompagnare prelibati piatti a base di pesce fresco e litri di liquore – neanche a dirlo – molto forte.
E allora perché per una sera non provate a far rivivere le affascinanti atmosfere di una nave di filibustieri cucinando le gustosissime ricette proposte da Anna Spinelli nel libro “La cantina dei pirati” e apparecchiando la tavola con lussureggianti set di piatti, preziose posate ed elegantissimi bicchieri di cristallo proprio come se fossero stati rubati dai bauli di una ricca nave in navigazione dal Vecchio al Nuovo Mondo? Per farlo bastano pochi dettagli. Ad esempio, Barocco la collezione di piatti di Rosenthal meets Versace.
Questa linea di porcellane nata dalla ventennale collaborazione tra Rosenthal e la Maison Versace, porta in tavola la ricchezza e il fasto dell’epoca barocca. Il suggestivo decoro Barocco proviene dagli archivi della Maison e porta impresso il segno inconfondibile dello stile e del talento di Gianni Versace. Arabeschi, volute ed elementi iconografici “barocchi” nei toni del giallo oro si stagliano nettamente sul fondo nero delle falde dei piatti e sulla candida porcellana. Per accompagnare questo meraviglioso set di piatti scegliete invece le posate in acciaio inox 18/10 di Giorinox, decorate a laser con spirali e successivamente dorate. Infine, i bicchieri di cristallo e il decanter per liquori della linea Empire di Baccarat per servire e gustare il protagonista della nostra ricetta, il calvados. La linea Empire è una variante del servizio Harcourt creato nel 1841 sotto il regno di Louis-Philippe. E’ il più antico modello, fra i servizi da tavola, ideati da Baccarat e ancora oggi in produzione. Ha una decorazione in oro su ciascuna delle coste piatte della coppa e due filetti dipinti a mano sul bevente e sul piede.
Ecco dunque una tavola dai sapori e dai dettagli che rievocano l’atmosfera pittoresca del mondo dei vascelli più temuti dei mari e dei tesori nascosti, ma soprattutto che celebrano il fascino ribelle e avventuroso di una figura, quella del pirata, certamente temeraria e spietata, ma anche amante della buona cucina e della bella tavola.

 

Giorgia Assensi

 

Set di piatti collezione Barocco di Rosenthal meets Versace
Posate di Giorinox
Bicchiere e Decanter collezione Empire di Baccarat

 

“La cantina dei pirati. Liquori, spezie, bevande, ricette” di Anna Spinelli, edizioni Fernandel, pp. 142.

 


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