Food

Art de la table: Capodanno fiorito

staff
29 dicembre 2012

Per la tavola di Capodanno abbiamo deciso di non parlare di piatti, bicchieri, posate o tovaglie, ma di fiori. Sì perché per rendere una tavola davvero speciale non c’è nulla di più delicato e romantico di una composizione floreale.
Le creazioni di Vincenzio d’Ascanio, nei colori dell’inverno e delle feste, sono davvero meravigliose e bastano da sole a rendere unica e indimenticabile la nostra tavola per il Cenone.

Bianca come la neve la prima composizione costruita attorno a 3 alzatine di diverse altezze che ospitano delicati tulipani bianchi, soffici rose avalance e boccioli di gigli. Attorno alle basi delle alzatine un prato di dendrobium bianchi.

La seconda composizione viene illuminata da lunghe e delicate candele bianche e da un amarillo rosso che spicca in mezzo alle rose avalance e ai tulipani bianchi. Quando lo accenderete, donerà un tocco davvero magico alla tavola grazie allo scintillio delle fiamme delle candele.

Classica solo nel colore l’originale composizione rossa nella quale le sfumature vermiglie delle ortensie autunnali si fondono con quelle purpuree delle rose finesse e con lo scintillio delle lucide meline.

Simona Micheletto Castelli

Vincenzo Dascanio è un originale ed eclettico designer di eventi e allestimenti temporanei, dove la sapienza di cui è interprete appartiene alla sfera dell’antica e dimenticata Ars topiaria. Pugliese di origine, gli sono bastati 3 anni dal suo arrivo a Milano per affermarsi e diventare direttore di ArmaniFiori, imponendo il suo stile sempre elegante ed estremamente raffinato. Colori, forme e geometrie della natura si piegano alla sua innata creatività restituendo luoghi di magica bellezza e di inedita sensualità.
A Milano, in Piazza Missori, si trova la sua boutique/studio: uno spazio che è laboratorio e al tempo stesso luogo per accogliere eventi, cene, sfilate, mostre e manifestazioni culturali. Un luogo mai uguale a se stesso, che si trasforma, muta, si trasfigura divenendo specchio di un mondo immaginato che Dascanio sa tradurre e restituire come esperienza da vivere.


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