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Arte e design domani? No, ieri!

Claudia Alongi
31 dicembre 2013

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L’anno nuovo sarà anche a un passo da noi, ma oggi vogliamo immergerci in un’atmosfera dal sapore retrò. Per farlo possiamo servirci del design, dell’arte e dell’arredamento. L’insegnamento da trarre è che certe cose, certe situazioni, seppur datate o ripescate dal passato, sono sempre attuali e più contemporanee che mai.

Quanti di noi ricordano (a prescindere dalla data di messa in onda) il telefilm cult Happy Days? Il drive in, le motociclette, il cinema, il cielo stellato.

Ecco, l’intuizione dell’hotelier tedesco Michael Bonner ci consente di essere catapultati lì, proprio nei mitici anni ’60, grazie al basecamp Bonn Young Hostel. Un ibrido fra un hotel e un campeggio (a prezzi abbordabili) nato a partire dalla riqualificazione di una fabbrica dismessa di 600 metriquadri a Bonn. Sotto una credibilissima volta celeste dipinta sugli altissimi soffitti, sono state piazzate 15 roulotte e due vagoni ferroviari (tutto restaurati) e una miriade di dettagli sixities: steccati e vegetazione in perfetto stile Happy Days, remi e giubbotti di salvataggio per le finte case galleggianti, arredi vittoriani vintage.

Negli anni 60, se l’America aveva le motociclette, l’Italia aveva la 500. Certo, automobili a parte, la piccola e robusta macchinina tricolore ieri simbolo degli anni felici del boom economico, oggi è un’icona che si adatta ad ogni situazione con grande versatilità.

Pensiamo al brand italico Smeg, per la terza volta insignito del “Good Design Award”. Il marchio, grazie alla partnership con Fiat e Italia Independent di Mr. Lapo Elkann, ha creato Smeg500 un robusto frigorifero, che ben si adatta ad appartamenti eclettico e pop e alla ristorazione in generale. Le sue forme riprendono fedelmente quelle del musetto di una simpatica 500.

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E sempre a proposito di 500, una sua particolare declinazione ci è proposta dal talentuoso designer e architetto israeliano Ron Arad che ha portato, prima all’ Art Basel di Miami e adesso alla Pinacoteca Agnelli di Torino, la geniale mostra In Reverse. In esposizione, tra le varie opere dell’artista, ben sei modelli storici di Fiat 500, i cosiddetti Dried Flowers, ripescati in un deposito londinese e qui schiacciati a mo’ di fiori secchi per essere trasformati in opere d’arte, in fiori d’acciaio. Le lamiere accartocciate e i vetri infranti, infatti, schiacciati da una pressa da 500 tonnellate che ne annulla irreparabilmente la tridimensionalità, diventano opere concettuali a metà strada tra quadro e installazione.

Ma l’atmosfera vintage la si può conquistare anche tra le quattro mura domestiche attraverso alcuni pezzi storici che non conoscono il termine “fuori moda”.

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Ne sono un perfetto esempio il calendario Timor, datato 1967 e firmato Enzo Mari; la lampada Arco dei fratelli Castiglioni per Flos del 1962 con stelo in acciaio, base in marmo di Carrara e riflettore orientabile; il Sacco di Zanotta del 1968 fatto di palline di polistirolo espanso; la Tube Chair del 1969 ideata da Joe Colombo; il divano ABCD realizzato dal designer Pierre Paulin nel 1969 per Artifort ispirato alla scatola per le uova.

Non a caso tutti progettati in quel decennio di sperimentazione in tutti i campi, dall’arte alla moda che ha cambiato per sempre il modo di arredare e di progettare.

Claudia Alongi


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