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Arthur Arbesser: 10 cose da sapere sul nuovo direttore creativo di Fay

Martina D'Amelio
19 settembre 2017

Lo sappiamo: Arthur Arbesser è il nuovo direttore creativo di Fay e la sua prima collezione per il marchio italiano debutterà con l’autunno-inverno 2018/2019.

Ma chi è Arthur Arbesser? Ecco 10 cose da sapere su uno dei designer più promettenti del panorama fashion italiano.

1 –Arthur Arbesser è nato a Vienna nel 1983, anche se si considera “milanese d’adozione”. Infatti, dopo gli studi a Londra alla Central Saint Martins, decide di raggiungere un’amica a Milano. Proprio da qui inizia la sua carriera nella moda, iniziando a lavorare per Giorgio Armani, dove rimane sette anni e mezzo, prima nell’ufficio stile donna di Emporio Armani, poi di Armani Jeans e Armani Exchange: “una delle più grandi scuole di vita”.

2 – Arthur Arbesser si è fatto da solo: nel febbraio del 2013 ha deciso di mettersi in proprio con il suo brand omonimo, presentando a Milano la sua prima collezione al femminile interamente auto-finanziata con i risparmi messi da parte durante l’esperienza in Armani. Un vero e proprio salto nel buio all’inizio che però gli ha dato grande visibilità.

3 – Non solo un amante di Milano, Arbesser è anche un fan del Made in Italy: fin dal primo campionario produce la propria maglieria in Veneto, mentre il resto delle sue collezioni viene realizzato tra Milano e Novara.

4 – Lo stilista viennese ha conquistato diversi riconoscimenti: prima vincitore dell’edizione 2013 di Who is on Next, poi finalista all’LVMH-Prize nel 2015, infine Women’s guest designer nello stesso anno a Pitti Immagine.

5 – Prima di approdare nelle fila di Fay, Arbesser è stato direttore creativo di Iceberg per la collezione donna: una posizione che ha ricoperto da giugno 2015 ad agosto 2016. La sua prima linea per il brand del gruppo Gilmar è stata quella per la primavera-estate 2016.

6 – Tra i suoi “colleghi” preferiti ci sono Helmut Lang, Christopher Kane, Simone Rocha, J. W. Anderson e Jil Sander, con i quali condivide la passione per il minimalismo e la purezza delle forme. All’inizio degli studi invece, sono stati i successi di John Galliano, Alexander McQueen e Stella McCartney ad ispirarlo: “ero attratto dalle loro personalità e dalle loro creazioni”.

7 – A giugno 2017 il designer ha firmato una capsule collection per il noto e-commerce Yoox, che ha rappresentato per lo stilista anche un “ritorno” al menswear dopo lo show co-ed all’edizione numero 88 di Pitti Uomo.

8 – Tra le più grandi passioni di Arbesser c’è quella per l’arte, infusa in lui fin dalla nascita grazie alla sua famiglia: nonni pittori, genitori amanti dei viaggi e soprattutto dei musei, nei quali lo portavano sin da bambino. Anche il design ispira da sempre le creazioni di Arbesser: “uno dei momenti migliori per raccogliere le idee per me è il Salone del Mobile a Milano” ha dichiarato. Fonti di ispirazioni, Egon Schiele, Heinz Stang, Juergen Teller e il collettivo Memphis. Senza contare che aveva scelto di presentare la collezione autunno-inverno 2014/2015 del suo brand a casa dell’architetto e amico Luca Cipelletti.

9 – Da studente, il suo “negozio” preferito era il mercato di Camden Town a Londra: nel suo armadio non potevano mancare un paio di All Star, vecchie t-shirt, stivali, camicie dalle stampe anni Settanta e giacche di pelle vintage.

10 – Cosa avrebbe fatto Arthur Arbesser se non fosse diventato uno degli stilisti più promettenti del panorama italiano? A sorpresa, il cantante lirico: da ragazzino frequentava la Wiener Staatsoper. Ma non ha mai avuto la voce: quella che invece, oggi, afferma la sua personalità attraverso i vestiti.


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