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Articolo 18, sindacati all’attacco. Fornero: ”Dispiaciuta e sorpresa”

staff
19 dicembre 2011

Il ministro del Welfare Elsa Fornero a Montecitorio si dice ”dispiaciuta e sorpresa per le reazioni dei sindacati alle mie parole, che volevano essere semplicemente un’offerta di dialogo”.A far discutere è l’ipotesi di mettere mano, all’interno di una riforma complessiva del mercato del lavoro che preveda anche l’introduzione del ‘contratto unico’, all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. ”Non ci sono totem”, aveva avvertito ieri dalle colonne del Corriere della Sera il ministro Fornero invitando ”i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte”.
Secca la replica della Cgil. ”L’art. 18 è una norma di civiltà che dice che nessun imprenditore e nessun datore di lavoro può licenziare un lavoratore perché gli sta antipatico, perché ha un’opinione, o fa politica oppure fa il rappresentante sindacale. L’art. 18 ha un potere deterrente ed è per questo che si vuole togliere ma e’ importante che rimanga”, ha detto il leader della Cgil Susanna Camusso al presidio unitario con Cisl, Uil e Ugl in piazza Montecitorio in occasione dello sciopero generale del pubblico impiego.
“Questa storia non la capisco proprio. Si aizza la gente alla protesta su una materia problematica. Non doveva far questo il governo tecnico”, ha detto dal canto suo il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. “Il governo si renda disponibile a pagare di più il lavoro flessibile. Sfidiamoci sul fatto che si paga di più la flessibilità. La signora Fornero che fa la maestrina dovrebbe sapere che senza maggior salario non si possono avere più contributi”, ha affermato inoltre Bonanni.
La questione fa discutere anche il mondo politico. Per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, il tema del lavoro non è da “stressare”, bisogna se mai affrontarlo “senza patemi”. “Ora facciamoci il Natale. E lasciamo stare l’articolo 18. Mi pare che c’è già da digerire qualcosa. Sul lavoro si può ragionare con calma, facciamolo senza patemi”, ha spiegato il leader del Pd.
“Non vogliamo scontri ideologici sull’articolo 18, ma non vogliamo che sia considerato un totem”, ha dichiarato Pier Ferdinando Casini.
Per il presidente della Camera Gianfranco Fini, “una delle grandi riforme da fare è quella di limitare al massimo i contratti a termine”. “Non più contratti a termine – ha aggiunto – ma per i neo assunti contratti a tempo indeterminato. In cambio, se per le aziende le cose dovessero andare male, la possibilità di una maggiore flessibilità in uscita, possibilità di licenziare che oggi con l’articolo 18 è più complicato”.
Più sbilanciato verso un intervento è il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: “La modifica dell’articolo 18 è uno dei temi che sta nelle richieste dell’Unione europea. L’Europa, infatti, ci chiede di rendere il lavoro più flessibile. Il governo si deve misurare su questo problema”. A chiudere, invece, la porta ad ogni forma di intervento sono Idv e Sel. “La nostra posizione in materia di lavoro è molto chiara: invece di toccare l’articolo 18, si intervenga sui contratti di apprendistato”, ha spiegato Antonio Di Pietro. Ancora più determinato Nichi Vendola: “L’articolo 18 non si tocca. E’ un argomento tabù perché riguarda la carne viva dei lavoratori e i diritti delle persone”.
D’accordo con il ministro Fornero gli imprenditori. “La riforma del mercato del lavoro va affrontata con serietà e pragmatismo. Come dice Fornero non ci sono né totem né tabù”, ha detto la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia a margine del convegno ‘L’Europa e l’agenda di riforme’.
Per Marcegaglia, inoltre, l’articolo 18 “non è un falso problema”. “Questo – ha spiegato – non è l’unico problema italiano che non fa crescere il nostro Paese”. Però “ci sono ideologie da una parte e dall’altra, c’è chi dice che non va toccato, chi dice che è l’unica cosa da rivedere per tornare a crescere. Secondo noi questo è un tema da affrontare, mi auguro e spero che, al di là delle dichiarazioni ufficiali e pubbliche che ognuno di noi possa rilasciare, ci sia poi la volontà, anche dei sindacati di lavorare seriamente su questo tema”.

 

Fonte: ADNKronos