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Expo 2015

Aspettando Expo 2015

Marco Maria Medardo Marcucci
2 febbraio 2015

expo

Da una manciata di anni, passeggiando per Milano risulta alquanto semplice imbattersi in cartelli, striscioni o semplici insegne raffiguranti il logo di Expo Milano 2015.

Di primo acchito, viene da domandarsi se questo fantomatico Expo non sia l’ennesima trovata “Made in Italy” per strappare fondi europei per l’organizzazione di un evento dove la spesa risulti maggiore dell’impresa, fatto che oramai non stupirebbe gran parte della popolazione, milanesi in particolare.

Il gioco vale la candela insomma? Le premesse dicono di sì.

Monorotaia Siviglia 1992

Expo non è solo una novità degli ultimi anni bensì una consuetudine delle maggiori città del mondo. Gli osservatori più attenti sanno bene che questa esposizione vide la luce nel lontano 1756 a Londra per poi cambiare residenza in tutti e 5 i continenti. Grandi novità tecnologiche, delle quali oggi non potremmo più fare a meno, hanno avuto i natali in questa fiera. Passi importanti nel campo dell’abbigliamento con la macchina da cucire (Parigi 1855) e nel campo della comunicazione con il primo telefono di Bell (Philadelphia 1876).

Thomas Edison presentò a Parigi 1878, il prototipo per illuminazione esterna cittadina con l’utilizzo della lampadina, Henry Ford la sua catena di montaggio a San Francisco 1915 fino ad arrivare alla creazione di condizionatori su larga scala a Siviglia 1992.

Dalla vecchia Inghilterra agli Stati Uniti d’America, da Buenos Aires ad Osaka, da Mosca a Melbourne, questa esposizione porta con se un bagaglio di esperienza e di speranze paragonabile solamente ai Mondiali di Calcio. Ma veniamo alla nostra Milano.

Macchina-cucire

Dopo l’Esposizione Universale di Shanghai 2010 e quella Internazionale nel 2012 nella Repubblica di Corea, ora tocca a noi e la posta in gioco è alta.

Il capoluogo lombardo, all’interno dei suoi nuovissimi padiglioni appositamente costruiti, non senza intoppi e ritardi, ha deciso di basarsi sull’alimentazione e sul cibo che, senza peccare di superbia, è riconosciuto come eccellenza italiana a livello mondiale.

Milano ha deciso di ospitare e sviluppare il tema del “Food for Living” sempre con un occhio di riguardo all’ecologia e all’ecosostenibilità, topic scottante in questo periodo.

padiglione Italia

E non ci sarà solamente l’Italia, che ovviamente farà da padrona anche grazie alla realizzazione di un padiglione riservato, moderno ed innovativo. Faremo gli onori di casa infatti a ben 144 paesi, ospitati in appositi padiglioni o in strutture pensate per gli espositori minori, detta Cluster, nelle quali si aggiungeranno organizzazioni sovrastatali come CERN, ONU e Commissione Europea. Una bella responsabilità insomma, un duro lavoro si prospetta per Giuseppe Sala, attuale commissario per Expo 2015 e per tutto il suo entourage.

Passeremo infine il testimone di “città del futuro” ad Astana, in Kazakistan che ospiterà una fiera dal titolo “Energia del Futuro” nel prossimo 2017 e quindi a Dubai, meta della prossima Esposizione Universale nel 2020.

Insomma, a meno di cento giorni dall’apertura dei cancelli, tutto sembra al proprio posto. Con queste premesse, Milano non vede l’ora di accogliere le centinaia di migliaia di turisti previsti per la manifestazione e si prepara così a rilanciare quello straordinario “Made in Italy” che fin troppo spesso dimentichiamo di avere.


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