Attirare gli investimenti esteri nell’Ue per favorire la crescita

staff
18 luglio 2012

Potenziare l’attrattività degli investimenti in Europa per favorire la crescita e contrastare la crisi. È questo il senso di una risoluzione presentata dalla popolare Rodi Kratsa-Tsagaropoulou e approvata a maggioranza nella plenaria. L’Europarlamento chiede, in particolare, a Commissione e Stati membri di mettere a punto una strategia industriale dell’Ue e alla Commissione di elaborare una comunicazione sull’attrattività di investire in Europa e di presentare una strategia integrata che comprenda politiche e raccomandazioni specifiche e, se necessario, proposte legislative. L’investimento dovrebbe diventare elemento chiave di tutte le iniziative faro della strategia Europa 2020, per rispondere all’enorme bisogno di crescita e occupazione. A tal fine, si sottolinea, un osservatorio europeo ad hoc sugli investimenti diretti esteri, istituito all’interno della Commissione europea, potrebbe contribuire a rafforzare il coordinamento delle politiche degli Stati membri. Un quarto della totalità del consumo mondiale e degli investimenti si svolge all’interno dell’Ue, sebbene la quota sia minore rispetto al passato. Gli Stati Uniti sono il principale Paese di origine degli investimenti diretti nell’Ue27 (pari a 115 miliardi nel 2011, fonte Eurostat) e sono anche i principali beneficiari degli investimenti dell’Unione europea (per circa 111 miliardi di euro). Altri importanti partner sono la Svizzera, Brasile, Cina, India e Canada. Sempre nel 2011 il numero delle imprese interessate a investire nell’Unione europea è cresciuto del 5%, tuttavia, il numero medio dei posti di lavoro è rimasto invariato. Secondo l’ultima classifica stilata dalla Banca mondiale sulla facilità di fare impresa (“Doing Business index”), gli Stati membri dell’Ue rappresentano soltanto il 40% (e i Paesi della zona euro soltanto il 26%) dei primi 35 Stati classificati in termini di imprenditorialità a livello mondiale. Nell’ottica della maggiore capacità di attrarre investimenti l’Europarlamento invita ad azioni di sostegno. Tra queste, completare il mercato unico più vasto del mondo; sfruttare l’enorme potenziale in termini di capacità di attrazione insito nella promozione di istruzione e ricerca e nello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili allo scopo di raggiungere gli obiettivi del 2020 e fare dell’Ue un leader mondiale nel campo della tecnologia verde; valorizzare il patrimonio storico dell’Unione europea promuovendo i settori della cultura, dello sport e del turismo quali mercati attraenti e in crescita; mantenere gli investimenti in settori cruciali quali la sanità, l’istruzione, la ricerca e le infrastrutture; potenziare l’utilizzo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione, promuovendo iniziative basate sui partenariati pubblico-privato quali le obbligazioni dell’Ue collegate a progetti (project bond); garantire che le imprese possano competere apertamente e lealmente; favorire una cultura imprenditoriale e promuovere la nascita di nuove Pmi come avviene col Programma per la competitività delle imprese e delle Pmi (Cosme), proposto dalla Commissione per il periodo 2014-2020; sostenere programmi come Erasmus per le imprese ed Erasmus per tutti.

 

Lara Comi