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Attraversare i ponti – un po’ di storia

staff
3 febbraio 2012


I trentasette ponti di Parigi hanno visto un bel po’ di Storia. Veri cuori della città, sono stati spettatori privilegiati di fuochi, parate, manifestazioni, o semplici passanti. Su ordine di Adolf Hitler, dovevano tutti scomparire nell’Agosto del 1944, ma ciononostante oggi continuano a regnare sovrani su tutta la Senna.
Con il loro doppio aspetto di eleganza e povertà, i ponti disegnano contorni aggraziati sul fiume e, coi piedi nell’acqua, sono l’essenza di una Parigi monumentale, quasi umana.
Spunti per miti e narrazioni, i ponti di Parigi hanno ispirato numerosi scrittori, compositori e direttori cinematografici.
Ad esempio, il ponte più antico, terminato da Christo nel 1985, è stato usato come set principale nel film “Gli Innamorati del Ponte Neuf” di Léos Carax. Brassens, invece, canta del Pont des Arts e del vento che fa volare via i cappelli. Il ponte di Bir-Hakeim, poi, in puro stile art nouveau, è il muto spettatore delle lacrime disperate di Marlon Brando in “Ultimo Tango a Parigi”. E nel romanzo di Patrick Modiano, “Strada dei Negozi Scuri”, partecipa alla trasformazione di Parigi, da semplice città a luogo quasi umano.
Alcuni ponti, poi, si sono trasformati col passare del tempo: da banali vie di passaggio a veri e propri punti di riferimento della nightlife Parigina. Il più famoso è certamente Pont Alexandre III. Inaugurato in concomitanza con la World Fair del 1900 dal presidente della Repubblica Emile Loubet e dai ministri Millerand e Waldeck Rousseau, il ponte connette le Esplanades des Invalides con Avenue Wilson Churchill, che conduce agli Champs Elysées passando di fronte al Petit Palais e al Grande Palais (anche loro costruiti in occasione della World Fair del 1900). Oggigiorno però il Pont Alexandre III, oltre che collegare le due sponde del fiume, ospita uno dei locali electro più famosi del mondo, felicemente noto per i suoi grandiosi concerti di DJ.
Altri ponti sono diventati simboli iconici di Parigi nel mondo, sia in bene sia in male. Il Pont de L’Alma, ad esempio, situato tra Avenue de New York e il Quai Branly, serve i distretti dei Champs-Elysées, i Chaillot ed i Gros-Caillou. Sull’angolo Place de L’Alma e Avenue de New York giace un’enorme sorpresa: una fiamma dorata ed immensa, la riproduzione esatta – ma di dimensione diversa – della fiaccola della statua della Libertà di New York. Regalato ai francesi da donatori di tutto il mondo, simboleggia l’amicizia franco-americana in occasione del centenario dell’ “International Herald Tribune 1887-1987 “. Ma oltre la sua funzione celebrativa, il Pont de L’Alma ora è diventato un luogo di pellegrinaggio per coloro che vogliono curiosare o commemorare il luogo di morte della Principessa Diana, vittima del tragico incidente nel tunnel del ponte il 30 agosto 1997.

Ilaria Maria Sofia Gilardini


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