Auto

Auto a guida autonoma: il punto della situazione

Matteo Giovanni Monti
4 agosto 2016

Google-Car

Innovazione e tecnologia sono di certo i punti cardine di un universo come quello dell’automotive: se da un lato attualmente troviamo consolidato e in continua evoluzione il segmento delle ibride, negli ultimi mesi si sono imposte invece agli onori della cronaca le futuristiche  e “misteriose” auto a guida autonoma.

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Primo fra tutti è stato il colosso californiano Google, presentando la sua acclamata Google Car. Se vi state domandando cosa possa c’entrare il più famoso motore di ricerca con le automobili, ebbene, sappiate che ha realizzato Pod, una simpatica e leggera macchinina a due posti priva di volante, leva del cambio e pedali, un innovativo ed ambizioso esperimento di automazione e meccatronica diventato realtà. Per “non guidarla” è necessario allacciarsi le cinture di sicurezza, impostare la destinazione e godersi il paesaggio circostante: l’auto fa tutto da sola, alla “pacatissima” velocità di 40 km/h. Il potente radar installato sul tettuccio scannerizza l’ambiente circostante in un raggio di 200 metri, riceve segnali e comandi necessari per avanzare, superare gli ostacoli e rispettare perfettamente il codice della strada. Bisogna però ricordare che la Google Car è un dimostratore e al momento non è ancora commercializzabile nè disponibile sul mercato.

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Riflettendo qualche secondo, lo scenario sembra promettere bene: più sicurezza e meno incidenti, una potenziale diminuzione dello stress causato dal traffico cittadino e un cospicuo aiuto per i disabili impossibilitati a mettersi alla guida. Purtroppo però, come in tutte le rivoluzioni, esistono anche dei risvolti negativi. Basta infatti pensare alla tragica morte, lo scorso maggio, di un cittadino statunitense schiantatosi con la semi-autonoma Tesla Model S contro un pesante camion. All’incidente toccato al quarantenne, ha fatto eco un acceso dibattito nel quale si è molto discusso sulla responsabilità dell’accaduto, cioè se la colpa fosse dell’uomo o del software Autopilot, installato sulla vettura. La tragedia ovviamente si è riflessa in borsa, deprimendo il titolo di Tesla Motors.

Volvo détection route

Volvo ha rilanciato la posta in gioco grazie a IntelliSafe, un ambizioso progetto realizzato grazie alla collaborazione tra Volvo Car Group, Ministero dei Trasporti svedese, Ente Trasporti svedese, Politecnico Lindholmen e Città di Göteborg, e sostenuto dal governo svedese. Entro il 2017 si prevede la diffusione di ben 100 modelli semoventi; sembrano pochi ma resta comunque un record mondiale per la neonata guida autonoma.

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Infine, l’ultimo aggiornamento ce lo trasmette Apple: a quanto pare, l’idea iniziale di realizzare un’auto elettrica autonoma non sarebbe più l’obiettivo principale. L’azienda, vera eccellenza della tecnologia informatica, sembra infatti essere più intenzionata a sviluppare un apposito software di guida autonoma, piuttosto che un veicolo. Il progetto Titan, protagonista di quest’ultima novità, è il sistema che garantirebbe a tutti i veicoli la possibilità di guida autonoma, e dunque offrirebbe alla casa Cupertino l’opzione di collaborare con diversi costruttori di automobili e espandere decisamente il proprio business.


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