Sport

Autoritratto di Muhammad Alì: orazione e rivoluzione

Riccardo Signori
6 giugno 2016

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La magica follia che ha accompagnato la vita di Muhammad Alì si è nutrita nel segno di orazione e rivoluzione. Parole e fatti miscelati vorticosamente. Campione dei pugni e rivoluzionario dell’idea di atleta, Alì è andato ben oltre i confini del suo sport: la boxe. Ha abbracciato nella grandezza, sfociata in grandiosità, tutto l’universo mondo dello sport. Personaggio che ha conteso al Papa, e pochi altri, il trono del più conosciuto, e forse amato, sulla terra.

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Alì non è stato il pugile più grande in assoluto, ma un insaziabile pellegrino nelle terre del fuoco: si trattasse di politica, sport o religione. Esuberante e provocatore, eccessivo e arrogante, poeta e profeta, simbolo della protesta e pacificatore, fantastico mister muscolo e montagna umana corrosa dal Parkinson, discusso e discutibile: Alì ci ha fatto vedere di tutto. Dapprima nell’incoscienza di Cassius Clay, poi nella lucida follia di Muhammad Alì. Si è presentato come un soffio di vento che ha scaravoltato un mondo imprigionato nella sua tradizione.  E forse, come ha detto Nino Benvenuti, difficile ne nasca un altro così.

Muhammad Alì ha lasciato dietro di sé un capitale di storie e fatti e un gruzzolo di 50 milioni di dollari alla moglie e ai nove figli.

Ecco perché basta una manciata delle frasi che hanno punteggiato la sua storia, per cavarne un ritratto. Anzi un autoritratto. A cominciare dalla più famosa: “Volo come una farfalla, pungo come un’ape”. Vediamo qualcosa di tutto il resto.

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1) Perché tutti gli angeli sono bianchi e nessuno è nero?

2) La boxe è un mucchio di bianchi che vedono battersi due neri.

3) La vera bellezza è nel cuore di chi guarda.

4) La malattia non ha intaccato la mia capacità di pensare e ragionare. Mi muovo solo più lentamente e parlo più piano e meno spesso. Ma c’è una cosa che non è cambiata col tempo…sono ancora carino!

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5) Mi sono svegliato sentendomi nero e bello. Sono uscito dal mio letto nero, ho indossato la vestaglia nera e ho ascoltato i miei dischi di musica nera mentre bevevo il caffè, nero. Mi sono infilato le mie scarpe nere e sono uscito dalla porta  nera… E, oh mio Dio…la neve è bianca!

6) Quando incontrai Gerald Ford, alla Casa Bianca, gli dissi che quel posto mi piaceva talmente che avrei cercato di portarglielo via. Stavo scherzando, ma solo per metà.

7) La più grande vittoria nella vita è trascendere quelle cose materiali che ci sembravano tanto importanti.

8)Sono così veloce che ho spento la luce ed ero già a letto prima che fosse buio…

9) Hanno fatto bianco perfino Tarzan, il re della giungla con le tigri e gli africani.

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10) Non ho niente contro il Vietnam. Nessun vietcong mi ha mai chiamato negro.

11) Sono il più grande. L’avevo già detto prima di averlo saputo. Avevo capito che, se avessi continuato a ripeterlo, avrei convinto il mondo intero di esserlo.

12) Martin Luther King ha contribuito a cambiare le cose. Il Naacp ha contribuito a cambiare le cose. Rosa Parks ha contribuito a cambiare le cose. Malcom X ha contribuito a cambiare le cose. Elijah Muhammad ha contribuito a cambiare le cose. Mi piacerebbe pensare che anch’io ho contribuito a cambiare qualcosa.

13) L’uomo che, a 50 anni, vede il mondo come quando ne aveva 20, ha sprecato 30 anni della sua vita.

14) Mi piacerebbe che le persone amassero il mondo esattamente come amano me. Avremmo un mondo decisamente migliore.

15) Ho lottato con un alligatore, fatto rissa con una balena, ammanettato un lampo e lanciato un fulmine in prigione: la settimana scorsa ho ucciso una roccia, ferito una pietra, mandato un mattone in ospedale. Sono così cattivo che faccio ammalare anche le medicine.

16) Quando l’hostess mi chiese di allacciare la cintura di sicurezza, le dissi che Superman non aveva bisogno della cintura di sicurezza.

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17) Più diventiamo capaci di dominare le situazioni e più profonda diventa la nostra fede.

18) Se Dio è con te, nessuno può distruggerti

19) Ricetta per una buona vita: prendete qualche tazza di gentilezza. Un pizzico d’umiltà, una spolveratina di risate, un cucchiaio di pazienza, un cucchiaio di generosità, mezzo litro di perdono, un quartino d’amore e quattro litri di fede. Mescolate il tutto vigorosamente e aggiungete una buona dose di coraggio. Girate bene e versatelo nella vostra vita. Poi servitelo a tutti quelli che incontrate.

20) Mi piacerebbe essere ricordato come l’uomo che ha conquistato per tre volte il titolo di campione dei pesi massimi, come uno che aveva senso dell’umorismo  e trattava bene chiunque. Come un uomo che non ha mai guardato  dall’alto in basso chi lo ammirava e ha cercato di aiutare tutti quelli che ha potuto. Un uomo che, malgrado tutto, ha sostenuto ciò in cui credeva e ne ha pagato le conseguenze. Che con la fede e l’amore ha cercato di unire tutta l’umanità. Ma se tutto ciò è troppo, penso che mi accontenterei di essere ricordato come un grande pugile che è diventato una guida e un campione per la sua gente. E pazienza se dimenticheranno che ero anche tanto carino!

Meglio dire soltanto: Alì. Basta la parola.


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