Leggere insieme

Autunno: foglie rosse, gialle, marroni ed ancora verdi… ma se per caso una fosse blu? Un delicato albo per parlar di differenze di genere

Marina Petruzio
27 ottobre 2013

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Ho letto quest’albo senza saperne nulla. Preso dallo scaffale, il primo a sinistra, degli albi che mi attendevano, quasi senza pensarci, senza neppure andare a dare una sbirciatina alla sua scheda.
E la prima impressione che ne ho tratta riguarda senz’altro i colori e la natura: sulla Collina degli Aceri Rossi ci sono dei rossi accesi, appunto, dei bianchi candidi e morbidi, tutti uguali, un giallo solo, un azzurro oltremare, un “prodigio” azzurro. Una natura che si prepara all’autunno.
Un autunno rosso di foglie e prati di erba alta, non più verde brillante come quando il sole scotta, ma di un verde che riflette nubi, terra fredda, pioggia.
Un bell’autunno. Ma anche freddo, umido, stagione che volge al rigore dell’inverno. Umore che vacilla.
Una tana calda, avvolgente, di una terra scura dove ancora è possibile trovare celati tesori preziosi: un sasso, un osso, una pietra luccicante, un segno – una freccia che indica il sentiero da prendere in uscita…
E questo è sicuramente l’altro elemento: l’uscita e non l’entrata.
Un sentiero che offre sponda o precipizio e che nel suo essere sentiero è impervio, tortuoso, stretto.
Una metafora sulla vita.
Alcune parole poi sono in neretto: rossi, speciale, strano, a sottolineare qualcosa di diverso che si sta palesando nel racconto o che forse già abbiamo incontrato. Che sottolineano che è così, che non si può dire in un altro modo, perché così viene percepito dagli altri: speciale per non dir diverso e strano per dir diverso

Così nella diversità dei colori che tingono la natura, in una freccia che indica solo l’uscita ed una strada tortuosa, durante un cambio di stagione difficile che corrispondere ad una presa di coscienza, ad una crescita, ecco un improvviso prodigio azzurro che nulla c’entra con quello che sta succedendo nell’albo: una foglia azzurra in un bosco di alberi rossi. Su una collina popolosa di conigli bianchi in cravattino rosso, dove solo uno è giallo e con una felpa azzurro/bianca: ci troviamo nel pieno del racconto, nella sua sostanza, cioè la diversità che qui è differenza di genere.
Ci troviamo con un bel racconto metaforico a parlare della presa di coscienza della propria omosessualità in età giovanile, alla volontà di affermazione e di appartenenza, ad un pubblico giovanissimo che parte dagli otto anni.
Dell’importanza di essere sostenuti dalla propria famiglia, ma anche del voler riconoscersi, di uscire “metaforicamente”, di cercare sulla propria strada un gruppo di riferimento dove si sia persone tra persone, senza l’eccessiva protezione di una famiglia che ti fa sentir “speciale”, ma anche senza l’arroganza di risatine, scherzi, bisbigli e darsi di gomito.
Un luogo dove gli aceri abbiano foglie azzurre per tutti, dove trovare un equilibrio, dove “strano” e “particolare” siano svuotati del loro significato, della loro valenza sociale e affettiva di diversità. Un luogo dove trovare un amico, una persona che come te, mani in tasca, solo, ha dovuto fare molta strada per arrivare alla collina dell’albero azzurro.
Una persona con la quale non servono parole perché ha già condiviso tutto con te sin dal primo momento in cui l’hai incontrata e timidamente hai alzato una mano, ma sollevata leggermente, in un timido silenzioso “ciao”.
Una persona come te. E chissà poi, perché no, l’anima gemella, più avanti.
(E poi) forse quest’anno l’autunno sarà caldo.
(E poi) forse il tramonto sarà azzurro.
(E poi forse) questa brezza ci porterà una foglia verde…e poi…

E poi vi dirò, son molto bravi.

Marina Petruzio

Blu come me
di Ivan Canu Illustrato da Francesco Pirini
Ed.: Edizioni Coccole e Caccole
Collana: Opera Prima
Euro: 10,00
Età di lettura: dagli 8 anni


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