Letteratura

Avete mai sentito parlare di social reading?

staff
10 aprile 2011


Si chiama Bookliners l’ultimo nato tra i social network dedicati ai libri. La condivisione di interessi letterari è da tempo un fenomeno di massa e, da Anobii a LibraryThing, il web ormai pullula di siti dedicati a questa attività.
Ma dal 10 marzo è online una piattaforma con una marcia in più: Bookliners non si occupa solo di mettere in contatto i lettori tra loro, ma inserisce in questo circolo virtuoso anche autori ed editori, che sono chiamati ad intervenire sul sito in collaborazione diretta con l’utente. Sono già più di venti le case editrici italiane che hanno deciso di partecipare all’iniziativa, per un totale di circa 500 testi, tra cui i titoli di Minimum Fax, Iperborea, Nottetempo, Newton Compton, i classici di LiberLiber-progetto Manuzio e le opere del collettivo Wu Ming.
Dopo aver potuto godere dell’assaggio di alcuni capitoli gratuitamente – intelligente excamotage promozionale – il lettore può anche scegliere di acquistare l’intero volume ad un prezzo inferiore a quello di copertina. Così, all’interno di questa sorta di biblioteca virtuale, diventa possibile avere a portata di clik i nostri libri preferiti, in un formato fruibile in streaming che riproduce il cartaceo.
Inoltre, alla semplice lettura si aggiunge la collettività del web. É il social reading: permette di interagire con gli altri utenti, sottolineare, annotare, scarabocchiare, allegare contenuti direttamente nelle pagine dei libri, che diventano così spazi sociali e di interazione.
Letture da assaporare, contenuti esclusivi concessi dalle case editrici, interventi diretti degli autori, condivisione, riflessione collettiva, creatività e potenzialità di diffusione permessa dal web: tutto questo è Bookliners.

 

Virginia Grassi


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