Sport

Bebe e i suoi fratelli; Vettel e i suoi fardelli

Riccardo Signori
13 novembre 2017

Bebe Vio

Luminosa come sempre, Bebe Vio ha trascinato la scherma paraolimpica ad un luccicare di medaglie ai mondiali  organizzati e chiusi domenica a Roma. Sono undici podi, ma cinque d’oro. Bebe è stata vincitrice e trascinatrice, teneva tantissimo ad afferrare l’oro anche nella gara a squadre del fioretto. Pareva che contasse di più il risultato della squadra rispetto a quello personale. Risultato: oro individuale e oro a squadre, e sempre contro le russe. È stata esaltante la gara in compagnia di Loredana Trigilia e Andreea Ionela Mogos per mettersi tutte e tre davanti allo specchio con la medaglia al collo. Ai Giochi di Rio fu un bronzo, qui il salto è alto. Così si trascina, così si è luce che illumina questo mondo spesso dimenticato. Eppure la scherma paraolimpica si è fatta largo anche nelle curiosità e nel tifo della gente. Bebe ormai  incanta in Tv e in pedana quando fa gioco di squadra per la scherma, anzi per il mondo paraolimpico, che prima viveva sulle imprese di Alex Zanardi e sul nome e soprattutto cognome di Giusy Versace.

Poi ci sono stati gli altri, dalle olimpiadi di Londra 2012 abbiamo cominciato a conoscerli meglio. Ed ora la Vio ci sta presentando la compagnia. Bebe e i suoi fratelli (e sorelle). I mondiali ci hanno raccontato di Alessio Sarri oro individuale nella sciabola, ma anche nella gara a squadre con Alberto Pellegrini, Edoardo Giordan, Marco Cima. E poi i ragazzi del fioretto maschile che hanno toccato l’oro per la prima volta, dopo lungo inseguimento,con Matteo Betti, Emanuele Lambertini, Marco Cima, Gabriele Leopizzi. C’è chi tira con due armi (Cima) e chi si accontenta di una, ma tra sferragliare di armi e tintinnare di metalli nobili, Bebe e i suoi fratelli sono un inno alla speranza. Alla faccia delle squadre del calcio!

Sebastian Vettel

Dai fratelli di Bebe ai fardelli di Vettel c’è un intero mondo di mezzo e un intero mondo (modo) di vivere lo sport.

Seb Vettel ha vinto la gara di F1 in Brasile, terza del suo curriculum, e ritrova un successo dopo quasi quattro mesi: il tempo necessario ad Hamilton per conquistare il mondiale. Terzo Raikkonen che ha tenuto dietro la gran rimonta di Hamilton, partito dai box. Ma la Ferrari soffrirà un po’: un successo fa sempre bene, però racconta di una stagione e di un sogno sfumati. Magari con qualche rimpianto.

Successo numero 229 per la storia delle Rosse, quinta della stagione per Vettel che mette al sicuro il secondo posto nella classifica piloti, ma gli ricorderà le gare buttate, i pasticci con Raikkonen nel gran premio di Singapore: un suicidio agonistico che ha fatto choc ma, sommato ad altri pasticci, buon ultimo quello nel gp del Messico, ha determinato la stagione. Sono tanti i fardelli che Vettel e la Ferrari si porteranno a Maranello per ricominciare a progettare e sperare nel prossimo mondiale. Il gp del Brasile era il penultimo appuntamento, l’ultimo ad Abu Dhabi. Il campione tedesco ha tirato un sospiro di sollievo. Ed ha garantito: “Ma ora penso già al 2018, a vincere il prossimo mondiale“. E almeno questa è una certezza: la nazional Rosso- Ferrari sarà sempre più competitiva di altre nazionali nostre.

 


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