Leggere insieme

Bella, Gustavo, Petra e Nino

Marina Petruzio
25 maggio 2014

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È una storia a quattro quella narrata da Zita Dazzi nel suo ultimo libro, Bella e Gustavo, per IlCastoro editore. Quattro individui che si annusano a lungo prima di diventare amici, quattro storie differenti, due amori diversi ma immensamente grandi.
Petra e Nino: adolescenti belli come solo a quattordici anni si può essere. Lunghi, impacciati, freschi a volte buffi, sempre in preda a scompensi, l’attimo prima felici, il secondo dopo tristi; con  la testa carica delle domande di chi si sta affacciando alla vita per la prima volta in totale autonomia; capaci di tutto quel mondo, di tutta quell’educazione che tra casa e famiglia hanno assorbito in tutti questi anni e che ora si trovano a dover elaborare per far saltar fuori sé stessi. Quello che saranno domani, passo dopo passo, attraverso incontri esperienze ed amori.
Ti affezioni subito leggendoli, ti pare di averli sempre avuti in casa, con le loro espressioni, il loro modo di essere, i loro modo di vestire.
A quattordici anni, nell’estate che ti separa dalla secondaria avvicinandoti al liceo – con tutto ciò che questo comporta -, non è facile capire ciò che si prova per un amico od un’amica. Non sempre le parole sono d’aiuto e la dinamica che ti ha visto sempre al centro, l’unica che hai conosciuto sin’ora, non lascia spazio alla parola. La testa in continuo fermento per capire modi e tempi, per valutare il giudizio altrui, per non sentirsi fuori dal gruppo, per non sbagliare e fare la figura del cretino. Soprattutto con lei.

Bella e Gustavo: un passato sconosciuto in chissà quale parte del mondo, un presente alla giornata, a seconda del tempo, se piove o c’è il sole, se hai mangiato o no.
Una non casa che comunque è un riparo, un quadernetto giallo sul quale annotare e riannotare interi brani, brevi frasi di un libro che chissà cosa ha potuto dire in quel passato sconosciuto o cosa apre ora in questo incerto presente.
E poi Bella, l’amica salvata piccolissima infinitamente ed eternamente grata, silenziosa al primo cenno, attenta e custode dell’amico col quale condivide le giornate, le notti, la sua vita, il poco cibo.
Instancabile ascoltatrice, sempre pronta a lunghe camminate come a giornate sedute su una panchina.

Petra e Nino sono due adolescenti, la vita davanti.
Bella e Gustavo, una cucciola di cane e un senza tetto.
Un barbone, si!, così usiamo chiamarli quando non ci poniamo domande, quando non guardiamo oltre.
Si incontrano per caso in una torrida estate milanese. Petra affascinata dalla cagnolina che vorrebbe ma che i genitori le rifiutano continuamente, Nino un po’ scostante in bilico tra convenzione – Gustavo è un barbone, malattie, odori, igiene personale inesistente – e questo nuovo sentimento che gli chiude lo stomaco, che lo fa sentire fragile, insicuro, segue un po’ distante gli approcci di Petra con l’uomo di strada.
In un primo momento l’interesse di Petra è rivolto solo ed esclusivamente a Bella e quello di Nino a Petra; Gustavo è distante dai due ragazzi, appartengono ad un mondo che a lui non appartiene più o che mai gli è appartenuto, chissà. Mondi distanti che si sfiorano per caso sulle panchine di un parco.
Quante volte è capitato che ci si domandasse perchè scegliere di vivere così e perchè con un cane poi…li lasciassero dove stanno e non gli facessero vivere la loro vita cenciosa…
Quante volte ci è capitato di sentire o di pensare così.
Eppure, in quella scelta di vita spesso la scelta non esiste e la compagnia di un cane diventa fondamentale, una relazione d’aiuto effettiva e così viva, per cui molti senza tetto rifiutano i dormitori e le mense perchè non possono accedervi col loro amico a quattro zampe. E forse tanto barboni non sono…

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Se all’inizio il loro tentativo di relazione è tutto questo, l’incontro col bullo di quartiere, lo spaccone, colui che è convinto di poter giudicare ed agire in base al suo sacrosanto giudizio, cambierà e non poco le prospettive di questa che è e rimane per tutto il libro una storia d’amore a quattro.
In un’estate dove tutto è possibile, due adolescenti si scoprono innamorati col cuore che batte a cento all’ora, uscendo dall’ovatta della loro vita da piccoli, incontrano una città, la loro, il loro quartiere, Gustavo e la sua vita passata tra una panchina ed un rifugio di fortuna, la violenza ed il razzismo, le aggressioni, la fame, le malattie, i furti…
Per vivere in strada, dirà Petra, ci vuole coraggio o disperazione…
Scopriranno così di essere già grandi, senza sospettarlo, di saper agire e collaborare, di poter essere solidali e non giudicare.

A Milano, ed in Italia in generale, i senza tetto sono in crescita.
A Milano alcuni senza tetto ti avvicinano per venderti una rivista: si chiama “Scarp ‘de tenis” e costa 3 euro.
Chi ve la vende non vi userà violenza e non tenterà di derubarvi perchè ha un senso della dignità altissimo.
Non rifiutatelo.

Gustavo ha sempre con sé un quadernetto giallo, recita a memoria i passi di un libro a lui caro e li scrive…
Gustavo un giorno, chissà quanto lontano, leggeva libri.

Marina Petruzio

Bella e Gustavo
di Rita Dazzi
facebook.com/zita.dazzi
Ed.: Il Castoro Editore

www.castoro-on-line.it
Euro: 14,50

Età di lettura: dalle Medie ai 99 anni


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