Berlusconi apre le porte a Matteo Renzi

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
29 ottobre 2014

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Il leader di FI, Silvio Berlusconi, ha affermato alcuni giorni fa durante una conferenza stampa nella sala Aldo Moro di Montecitorio: «Siamo arrivati alla conclusione che la legge tedesca sulle unioni civili, che chiamano “unioni registrate”, rappresenti un giusto compromesso tra la libertà di tutti e il rispetto profondo dei valori cristiani, a cui teniamo molto, e della famiglia tradizionale ma – ha aggiunto il Cavaliere – chi ha responsabilità pubbliche non può non intervenire quando le esigenze della società cambiano». Dunque una decisione storica quella di FI di aprire alla proposta di Renzi di estendere le unioni civili a coppie dello stesso sesso. Parole inedite quelle dell’ex presidente del consiglio che, dopo aver scattato un selfie con Vladimir Luxuria, esponente del centro-sinistra nonché ex parlamentare, ha affermato: «La famiglia tradizionale è il cardine del nostro Paese, ma ancora di più lo sono l’amore, il rispetto e la dignità».

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Il modello tedesco, in vigore dal 2001, permette alle coppie omosessuali di iscriversi in un apposito registro dedicato alle unioni civili fra persone dello stesso sesso. Iscrivendosi, i partners acquisiscono gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali sposate: diritto di successione in caso di morte, reversibilità della pensione e possibilità di assistenza in ospedali e carceri. Un partner potrà adottare il figlio dell’altro, ma come coppia non avranno la possibilità di adottare bambini. Un passo alla volta. In Europa e nel Mondo sono molti i paesi che han detto “si” alle unioni civili fra coppie omosessuali.

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Altra storica apertura è sulla questione “immigrati” e “ius soli”. Infatti il Cavaliere ha affermato: «Riteniamo che dare la cittadinanza ad un figlio di stranieri sia doveroso quando questa persona ha fatto un ciclo scolastico e conosce la nostra storia». Dunque, presto, per chi lo vorrà e avrà completato gli studi, potrà essere concesso il diritto di diventare cittadino italiano. Sono, ormai, oltre 1 milione i minorenni residenti in Italia, figli di immigrati e, di questi, 650 mila sono nati in strutture ospedaliere italiane. Era il 26 Novembre 2013 quando il presidente Napolitano aveva affermato: «Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, una assurdità». E ora, finalmente, sembra si stia trovando una soluzione. Il mondo sta cambiando, cambiano le esigenze e le prerogative; l’Italia è come al solito indietro rispetto agli altri, ma la voglia c’è e la politica deve assecondare e regolarizzare il cambiamento, non ostacolarlo.