Berlusconi: “Monti? Disperato, ha dovuto fare marcia indietro su tutto”

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15 dicembre 2011


“In Italia nessuno riesce a fare quello che vuole. Lo stesso Monti aveva proposto un provvedimento di riforma, ma poi ora il Professore è stato costretto a fare retromarcia su tutto. Monti è davvero disperato”. Così Silvio Berlusconi al Tempio di Adriano per la presentazinoe del libro di Bruno Vespa ‘Questo amore’. Ma anche “Passera è disperato – aggiunge – perché ha visto i tempi delle opere pubbliche”.
Poi l’ex premier spiega: ”Io avrei messo il veto” in Europa ”contro questa politica recessiva”. Ma “siamo in un’emergenza e quando si è in emergenza si tratta di scegliere il male minore”, dice ancora l’ex premier, spiegando che per questo il Pdl ”voterà la manovra” del governo Monti.
“Un movimento politico è sempre in campagna elettorale. Noi siamo pronti al voto in qualsiasi momento e questo può capitare domani o dopodomani. Non c’è nessuna certezza che questo governo possa andare avanti fino alla legislatura”.
L’ex premier spiega che ”rispetto alla manovra europea mi ero già opposto diverse volte a questa volontà di introdurre come obbligo assoluto il fatto che i vari Paesi puntassero, entro il 2013, 2014 o 2015 a seconda dei Paesi, alla parità di bilancio eliminando il deficit. Questa è una cosa assolutamente assurda. E appena io non sono stato là a porre il veto è passata”, rimarca.
Quindi entrando nel merito della manovra, il Cavaliere boccia le norme su pensioni e scudo fiscale mentre dice sì alla cancellazione dell’articolo 18. ”Non si possono cambiare le pensioni se si toccano i diritti acquisiti, o fare la patrimoniale continuativa per i capitali rientrati con lo scudo fiscale. Non ne facciamo una battaglia, perché gli evasori non sono simpatici, ma uno Stato non può e non deve fare queste cose”. Il Pdl invece appoggerebbe modifiche allo statuto dei lavoratori. ”Abolire l’articolo18 – spiega – sarebbe un bene per l’Italia, ma la vedo come cosa molto difficile da realizzare. Ci abbiamo già provato, ma sempre senza successo”. Bocciate per Berlusconi anche le liberalizzazioni per taxi e farmacie. ”Per molti tassisti – spiega il Cavaliere – la licenza è l’unico bene che hanno, è il loro tesoro personale, ci hanno lavorato per tutta la vita. Io – avverte – dissento dal fatto che l’importante per il Paese sia liberalizzare i taxi e le farmacie, non penso siano un ostacolo allo sviluppo, non mi piace la moda di queste liberalizzazioni”.
Parlando della politica interna si concede una battuta su Casini: “Gli elettori votano Casini perché è un bel ragazzo. E’ così, non lo dico io, lo dicono i sondaggi”.
Quanto a Bossi “non sono riuscito a vederlo. La Lega è tornata al suo carattere quello che sono riuscito a contenere in queste anni di alleanza. Non ci sono rapporti tesi con la Lega. Un conto è ciò che appare un conto è ciò che è. Bossi sta facendo il suo gioco sta pensando a conquistare più consensi”. Quando gli fanno notare che oggi il Senatur ha detto che se “vede Berlusconi si mette a ridere”, il Cavaliere replica: “Bossi lo conosciamo ha queste uscite rustiche e ruvide. Sono capace anch’io di rispondere ‘Bossi mi fa piangere’ ma non lo dico…”. In ogni caso “non penso che l’alleanza con la Lega sia persa e finita, anche perché non sono così masochisti. Se vanno da soli alle prossime amministrative non vincono. Senza di noi perdono. Non sono riuscito a vedere Bossi. La Lega è tornata a comportarsi in una certa maniera perché cerca di conquistare più voti. Io l’ho contenuta, ma ora è tornata a fare come prima”.
Tremonti? ”E’ meglio che non risponda alla sua domanda, perché una mia risposta avrebbe conseguenze negative”. Meglio ”tornare al tema dell’amore”.
Il Cavaliere torna quindi a parlare delle sue cene “del tutto eleganti e normali” per le quali ”sono stato sottoposto a un linciaggio da parte dell’opposizione, della stampa italiana e di una parte della stampa internazionale”. Ma ”io rifarei tutto, non cambierei nulla”.
Sull’asta delle frequenze tv Berlusconi si dice del tutto “indifferente, non me ne sono per niente interessato. Ma ho una consapevolezza: con il numero incredibile di frequenze oggi disponibili ci sarà pochissima gara per occuparle”. ”Non credo che Mediaset farà offerte perché i costi per occupare le poche frequenze rimaste sono elevati. E d’altronde anche Sky ha rinunciato. E credo che anche la Rai sia sulla stessa posizione”.
In fine, cita Mussolini: ”Questo Paese è ingovernabile. Mussolini aveva ragione quando diceva che non è difficile governare gli italiani, ma è inutile”. Il Cavaliere rivela sta in questi giorni sta leggento i diari di Benito Mussolini e le lettera di Clara Petacci. ”Debbo dire che in quelle lettere -spiega- mi ci ritrovo. Chi governa l’Italia non ha potere, puo’ al massimo chiedere una cortesia, ma non può dare ordini”. L’ex premier ricorda come il Duce si lamentasse del fatto di non potere neppure raccomandare una persona. ”Che democrazia e’ questa?”, si chiedeva Mussolini. E infatti, fanno notare a Berlusconi, non era una democrazia quella del dittatore fascista. ”Beh era una democrazia minore”, replica il leader del Pdl.

 

Fonte: ADNKronos