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Leggere insieme

Betta sa andare in bicicletta

Marina Petruzio
26 aprile 2015

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Betta sa andare in bicicletta di Astrid Lindgren illustrato dal tocco deciso di Ilon Wikland per Il Gioco di Leggere Edizioni è un altro divertente esempio di bambina coraggiosa e determinata.

Di Betta, nell’originale Lotta, non scopriremo a fine lettura cosa farà da grande, ma possiamo essere certi che se continua ad essere così determinata come nel voler andare in bicicletta, anche se sostiene di saperlo fare perfettamente – quando gli altri non la guardano – probabilmente arriverà dove vorrà.
Betta non ha ancora cinque anni, capelli biondo rossiccio e molta determinazione all’indipendenza, altrimenti non sarebbe nata dalla penna di Astrid Lindgren, mamma di Pippi Calzelunghe e altre bambine e bambini molto particolari.
Uno degli aspetti che ha reso universale e soprattutto fuori da qualsiasi imbrigliamento temporale Astrid Lindgren è stata la sua capacità di raccontare l’infanzia in modo sincero, vero, senza giudizi o pregiudizi generazionali, senza voler a questi bambini insegnare nulla, ponendoli al centro di avventure possibili, e dando loro tutta la fiducia che merita un’età così ricca di inventiva e giocosità.

E di inventiva la piccola Lotta ne ha molta.
La verità si scopre qui sin dalla prima pagina: Betta in bicicletta non ci sa ancora andare. Neppure quando gli altri non la guardano. Seduta sul muretto di cinta del giardino, di umor nero – e i bambini di cinque anni quando sono di umor nero lo sono di un nero profondo – guarda i suoi fratelli Gunilla e Jonas sfrecciare sulle loro biciclette blu e rosse, avanti e indietro, su e giù a tutta velocità dalla salita di via Dei Fracassi dove abitano. E come se non bastasse, ad alimentare il suo senso di frustrazione, il giorno del suo quinto compleanno, tra i bellissimi regali che riceve, dove spiccano tre macchinine, un libro illustrato, la corda per saltare ed una postina rossa da portare a tracolla, proprio bella, manca una bicicletta!

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Ed è proprio qui, sulla bicicletta che manca, che scatta la monelleria, quel-certo-non-so-che che ci fa amare tutti i bambini della Lindgren. Betta sa perfettamente dove trovare una bicicletta e sa anche perfettamente che se chiedesse di provarla le verrebbe detto che la bicicletta in questione è troppo grande per la sua età; per cui l’unico modo per poter affermare il suo saper andare in bicicletta ed affermarsi davanti agli altri, mamma e papà inclusi è…rubarla!
Il piano è fanciullo, astuto e paziente, la bicicletta della signora Bergman è davvero grande e la discesa di via Dei Fracassi davvero ripida: se non si sanno usare i freni e se non si puó contare sui propri piedi, il ruzzolone a terra è inevitabile!!
Betta si procurerà una bella sbucciatura sul ginocchio di quelle che bruciano e sgorgano sangue, che procurano lacrime a zampillo e che vanno disinfettate e incerottate; e a farlo sarà proprio l’anziana signora Bergman, quella vicina che probabilmente ha anche riconosciuto la sua bicicletta fuori dal garage senza autorizzazione, ma che altrettanto sicuramente ha visto nascere e crescere la piccola Betta che verrà curata e coccolata e riceverà anche un regalo con…capitombolo finale sì, ma intanto Betta sa andare in bicicletta proprio come Jonas…quando nessuno la vede!!!

Quando un libro, qualsiasi esso sia, diverte, appassiona, fa riflettere, quando tocca i temi reali della vita quotidiana e quelli profondi dell’immaginario, senza essere mai didascalico o pretenzioso, allora è davvero un bel libro!

Marina Petruzio

Betta sa andare in bicicletta
di Astrid Lindgren illustrato da Ilon Wikland
Traduzione: Roberta Colonna Dahlman
Ed.: Il gioco di leggere edizioni
www.ilgiocodileggere.it
Euro: 13,90
Età di lettura: per tutti!


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