Letteratura

Biancaneve e spirito siciliano: è tutta un’altra storia

staff
20 maggio 2012

Conosciamo tutti la storia di Biancaneve. I fratelli Grimm hanno offerto spunto a innumerevoli trasposizioni – cinematografiche, musicali, pittoriche – della propria opera , più o meno pregevoli, più o meno originali. Dai racconti della nonna al classico Disney, fino al più recente “Snow White & the Huntsman”, la principessa e i sette nani hanno recitato il loro ruolo nei racconti più disparati.
Ma avete mai sentito la regina cattiva parlare in palermitano? E avreste mai pensato che i nani debbano la propria statura a un’esplosione in miniera che ha mutilato loro le gambe?
Autrice di questa moderna versione è la regista teatrale Emma Dante, siciliana e fiera portavoce della sua isola. Dal 1999, anno in cui fondò la compagnia “Sud Costa Occidentale”, la Dante ha guadagnato numerosi premi per la regia e per i propri testi; una carriera che l’ha portata nel 2009 ad aprire la stagione teatrale alla Scala con una “Carmen” vivacemente apprezzata e difesa quanto contestata, e che la sta conducendo insieme ai suoi attori anche sui palchi europei.
Recentemente, invece, la Dante dedica la propria attenzione al teatro per ragazzi e alla rilettura di classici della fiaba: dopo il successo di “Genoveffa, Anastasia e Cenerentola”, è la volta di “Gli alti e bassi di Biancaneve”. Ironica, cupa ma indubbiamente comica, questa “favola per bambini e adulti” che dallo scorso anno gira i teatri italiani si trasforma ora in un testo a fumetti, con le illustrazioni a colori di Maria Cristina Costa.
Grandi tavole riproducono le atmosfere opprimenti del castello e del bosco in cui l’eroina si perde dopo la sua fuga, oppure quelle luminose della casetta dei nani; memorabile la rappresentazione della regina cattiva e del suo alter-ego maschile, lo specchio incantato, che con il suo onnipresente riflesso rimanda l’immagine poco lusinghiera di una virago bisognosa di depilazione.
Irriverente, divertente e ricca di fisicità: come il teatro di Emma Dante, la riproduzione illustrata di “Gli alti e bassi di Biancaneve” è vivificata dalla corporeità mai nascosta dei protagonisti. Ma la forza maggiore è nell’uso del dialetto, che vivifica e colora le scene di quelle sfumature che l’italiano dei principi non è in grado di suggerire.

Maria Stella Gariboldi


“Gli alti e bassi di Biancaneve”, di Emma Dante, illustrazioni di Maria Cristina Costa, La Tartaruga edizioni, pp. 48.


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