Biennale di Venezia 2012 Cinema

Biennale di Venezia: il favorito “The Master” e l’italiano “E’ stato mio figlio”

staff
1 settembre 2012

“È stato il figlio” è uno dei film italiani in concorso. Opera prima di Daniele Ciprì, è l’adattamento dell’omonimo romanzo dell’autore siciliano Roberto Alajmo, dotato di un cast di tutto rispetto: Toni Servillo, Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco e Aurora Quattrocchi.

Ciprì ci racconta la triste storia della famiglia Ciraulo, che prova a superare il lutto per la morte della figlia, uccisa da una pallottola vagante durante una sparatoria; sperando di ottenere a breve il risarcimento dovuto alle vittime della mafia, i familiari iniziano a spendere prima di incassare, indebitandosi con amici, vicini e usurai. Riscossa finalmente la somma e pagati i debiti, il resto finisce per realizzare il sogno del capo famiglia Nicola: comprare una Mercedes, simbolo di ricchezza, ma allo stesso tempo di rovina e sconfitta. Un film tragicomico, risate che lasciano l’amaro in bocca.

Il favorito della critica per la corsa al Leone d’oro è però “The Master”, di Paul Thomas Anderson, pellicola che negli USA è stata classificata “R Rated”, e quindi vietata ai minori.
“Il maestro” di cui si parla è un intellettuale carismatico (Philip Seymour Hoffman) che dà vita a un’organizzazione religiosa nel secondo dopoguerra; il solitario Freddie (Joaquin Phoenix) diventa il suo braccio destro, ma non appena  la setta comincia a guadagnare un seguito fervente, Freddie inizia a mettere in discussione il sistema di credenze ed il suo mentore. I riferimenti a Scientology sono abbastanza evidenti, anche se non si fa mai riferimento a L. Ron Hubbard e alla sua organizzazione; l’attore premio Oscar Philip Seymour Hoffman ha spiegato in un’intervista a Entertainment Weekly: «Scientology è stato uno dei movimenti più potenti all’epoca, ma in quel momento non era il solo. Nel mio personaggio non c’è nulla che possa ricordare Hubbard, mi sono ispirato ad altre personalità carismatiche, come per esempio ai personaggi di Orson Welles».
Il cast è arricchito anche da Amy Adams, Laura Dern, Jesse Plemons e David Warshofsky.

Infine, dalle 17.00, nella sezione “Giornate degli autori”, sarà proiettato il cortometraggio “Meshes of the Afternoon”, del 1943, di e con Maya Deren, dove una giovane donna che insegue una misteriosa figura, entra nella propria casa e si addormenta. Un’opera dalla poetica surrealista,  costituita da immagini per lo più simboliche.

A seguire sarà la volta di “Bob Wilson’s Life & Death of Marina Abramovic”, un documentario che ci spiega paure, dinamiche ed entusiasmi nati dalla collaborazione di quattro grandi artisti: il regista e drammaturgo Robert Wilson, la performance-artist Marina Abramovic, l’attore Willem Dafoe e il musicista Antony Hegarty.

 

Giorgio Raulli


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