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Bilancio di fine anno

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3 gennaio 2013

E come da tradizione, ormai, ritorno con il BILANCIO DI FINE ANNO, tanto per mettere nero su bianco quello che di nuovo ho capito negli ultimi 365 giorni, tra serio e semi-serio.

Ho realizzato:
– che scrivere la mia tesi di laurea mi è piaciuto talmente tanto che bisserò
– che lo shopping on-line può diventare una dipendenza
– che una passata di rossetto ciliegia sulle labbra salva qualsiasi situazione, anche quella in cui si ha addosso un semplice paio di jeans
– che scrivere a letto, sotto le coperte, con il portatile sulle gambe, rientra ufficialmente in uno dei miei “dieci motivi per cui vale la pena vivere”
– che la puntata finale di Gossip Girl chiude un’era, forse quella della mia post-adolescenza
– che bisogna diffidare dalle imitatrici
– che l’università è un posto fantastico in cui passare le proprie giornate
– che gli uomini con i capelli lunghi hanno su di me un innegabile ascendente
– che Einaudi non stampa più i testi di critica letteraria che cerco, ma solo stupidi romanzetti rosa
– che avere un orologio al polso mi fa sentire quasi più seria
– che snob si nasce e non si diventa
– che il teatro di Molière mi piace meno della prosa di Stendhal
– che le mie ferite si rimarginano troppo lentamente
– che non riesco a vivere senza post-it
– che la radio, il microfono e la lucina rossa accesa mi fanno sentire un po’ speciale
– che l’esser chiamata Dottoressa fa un bell’effetto
– che d’ora in poi tutte le volte che uscirò dalla libreria Laterza mi verrà voglia di comprare una borsa di Prada (e i baresi sanno perché!)
– che il termine “fashion” un po’ mi ha stancata
– che amo chi sa il nome di battesimo di Simmel
– che l’onestà spesso non paga e la ricchezza invece sì
– che talvolta la gente mi annoia terribilmente
– che ho assolutamente bisogno di un libro di Roland Barthes
– che le canzoni del passato sono in assoluto le mie preferite
– che quest’ultimo anno appena trascorso mi ha regalato una nuova ossessione: tazze, tazzine e cose inutili ma bellissime per la casa (che non ho!)
– che i dolci mi piacciono sempre meno
– che pensare al futuro non mi fa bene
– che fare Marlene Dietrich per una sera è stato bellissimo
– che il capodanno scorso è stato in assoluto il mio preferito
– che le lacrime di gioia di un’amica sono il regalo di laurea più bello che si possa desiderare
– che la mia camicia di Marni è stato indubbiamente l’acquisto dell’anno
– che organizzare feste di compleanno a sorpresa mi piace da morire
– che idealizzare le persone fa sempre molto male
– che spiegare ad un bambino di sei anni la storia di Adamo ed Eva non è poi tanto semplice
– che la sabbia nera ormai mi parla d’amore
– che Apparire non vuol dire Essere, ma non vuol dire neanche Non Essere

St.efania