Blog del Direttore

Blog del Direttore: i giovani tra moda e politica

Luca Micheletto
26 febbraio 2013

La Fashion Week meneghina si è conclusa oggi con la sfilata dei designer emergenti N.U.D.E. – New Upcoming Designers –, organizzata dalla Camera Nazionale della Moda.
In passerella le creazioni di Francesca Liberatore, caratterizzata da un’intrigante commistione di volumi e forme, di stampe e jaquards, che riprendono le maschere cinesi.
A seguire Mauro Gasperi: la sua passione indiscussa per il mondo dell’architettura invita al rigore, i suoi proverbiali tagli in colori a contrasto, le costruzioni simmetriche, pulite ed essenziali sottolineano la silhouette.

Sfilano poi i giovani under 30, vincitori di Next Generation, il concorso promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Camera di Commercio di Milano.
Innanzitutto la giapponese Ryuya Ohishi, che gioca sui contorni di una scatola per inventare nuovi volumi. Poi Miguel Garcia Abad, dalla Spagna, che riprende e reinterpreta con arguzia le forme medioevali in un linguaggio del tutto moderno. Passiamo a Lucia Jiyon Jang: la designer coreana propone una collezione fresca dal tono quasi adolescenziale. Mentre Isabella Zoboli, unica italiana, creativa dello IED Moda di Milano, vince il premio speciale della giuria per la sua collezione uomo e donna, creando e mixando con sapienza materiali naturali e tessuti tecnici, con lavorazioni pregiate di intrecci su forme innovative e ricercate.

A seguire, il debutto sulle passerelle milanesi di Wang Peiyi. Lusso, mistero e seduzione sono le caratteristiche principali delle creazioni dello stilista cinese – un sapiente connubio tra di femminilità incantatrice e tagli maschili.

E’ così che si chiude Milano Moda Donna, con i giovani relegati alla giornata conclusiva quando ormai i riflettori erano già puntati sulle passerelle parigine.

Il tema rimane centrale anche in riferimento alle elezioni di domenica e lunedì, che hanno di fatto rivoluzionato lo scenario con il futuro ingresso a Montecitorio di decine di grillini: in gran parte trenta/quarantenni e senza alcuna esperienza politica.
Ma quando si parla di rinnovare i grandi partiti, la vecchia nomenclatura non vuole lasciare le poltrone da cui è seduta da anni. Ancora una volta, abbiamo visto uno scontro, fondamentalmente fallimentare, tra Berlusconi – in decisa rimonta – e Bersani – il vero perdente di questa tornata elettorale.
La reale novità politica che avevamo intravisto solo pochi mesi fa era Matteo Renzi che, a mio modesto parere, avrebbe potuto rivoluzionare lo scenario facendo guadagnare consensi al Partito Democratico. E di fronte ad un giovane – forte, deciso e vicino alla sinistra anglosassone – anche Silvio Berlusconi avrebbe desistito dallo spendersi in prima persona lasciando il posto ad un rinnovamento interno al PdL. Probabilmente anche Mario Monti non avrebbe intrapreso la sua generosa ma purtroppo poco condivisa salita in politica.

La vera forza del Paese sono i nostri giovani che con le loro idee e le loro energie sono di fatto i soli in grado di far riemergere l’Italia. Come avete fatto a non accorgervene sin ora?

Luca Micheletto