Blog del Direttore

Blog del Direttore: Il mio Messico che ci fa scoprire noi stessi

Luca Micheletto
7 dicembre 2012

Mercoledì Gabriella Magnoni Dompé ci ha raccontato un Messico di contrasti e dissonanze, uno spunto di riflessione acuto quanto disarmante. Oggi vorrei proporvi invece uno spaccato sull’entusiasmo che ho percepito in un indimenticabile viaggio tra quelle terre magiche.
Qualche anno fa, in occasione delle vacanze natalizie, mi sono regalato due settimane alla scoperta del Messico, partendo dalla sua variegata capitale.

Atterrato nella più grande area metropolitana del mondo, oltre che seconda città più popolosa del pianeta, ho potuto esplorare una megalopoli caotica ma cosmopolita, estremamente affascinante e intensa. Qui palazzi coloniali e baraccopoli sterminate, parchi verdi e aria inquinata, musica e rumore si amalgamano in tutte le loro diversità, riuscendo a conquistare una sintesi e una sinergia ineguagliabili – sensazione che trovo davvero difficile esprimere a parole.
Dopo il mio consueto scarico valige-doccia-spuntino, ho cominciato il mio tour della città dalla celeberrima Plaza de la Constitución, più comunemente nota come lo Zócalo, su cui si affacciano il monumentale e un po’ dimesso Palacio Nacional – sulle cui scalinate è possibile ammirare i murales di Diego Rivera che narrano la storia del Messico – e la cinquecentesca Catedral Metropolitana.

Da non perdere, il Museo Frida Kahlo nascosto dietro alte mura blu cobalto nell’affascinante periferia sudoccidentale, che altro non è che la casa coloniale, circondata da un verdeggiante giardino tropicale, in cui la nota artista è nata, cresciuta e in cui ha poi vissuto con il marito Diego Rivera.
Per andare alla scoperta della nightlife non mi sono dovuto spostare dal mio alloggio: è infatti nell’eleganza della Zona Rosa che si concentrano la vita notturna, le boutique più raffinate e gli alberghi internazionali, tra cui quello in cui soggiornavo.

Appena 50 km a nord-est della Capitale si trovano le imperdibili rovine di Teotihuacàn, la più grande città antica del Messico. Munitevi di cappello – indispensabile per attraversare gli sterminati viali – e immergetevi nell’affascinante cultura atzeca.

A 130 km da Città del Messico sorge invece Puebla, capoluogo dell’omonimo stato, il cui centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, per i meravigliosi edifici in stile coloniale e la Cattedrale che rappresenta un pregevole esempio di architettura barocca.

Abbandonata la Capitale e i suoi dintorni mi sono imbarcato su un aereo che mi ha portato a Mérida, città del Messico meridionale, capitale dello Yucatàn.
A soli 16 km sorge uno dei più spettacolari siti maya dello stato: Dzibilchaltún. Oltre al celeberrimo tempio delle sette bambole, il complesso comprende anche un cenote – grotta naturale con presenza di acqua dolce – che gli abitanti del luogo usano come piscina.

Un interessante viaggio in macchina tra i paesaggi mozzafiato dello Yucatàn, mi porta alla scoperta di uno dei luoghi più suggestivi della terra: mi perdo tra le rovine maestose di Chichén Itzá, esplorando il massiccio Kukulkan (più noto come El Castillo), il complesso del Tempio dei Guerrieri e l’osservatorio astronomico El Caracol, letteralmente “la chiocciola”, dalla scalinata interna a spirale.

Dopo questa imperdibile tappa, ho deciso di godermi la quiete della Riviera Maya per passare qualche giorno di relax affacciato sulle acque cristalline che hanno reso famoso il Messico in tutto il Mondo.
Ma nemmeno qui ho rinunciato a toccare con mano l’affascinante tradizione di questo Paese. Mi sono quindi perso – sotto un sole cocente già nei primi giorni di gennaio – tra le rovine dell’imponente complesso archeologico di Tulum, celebre per la sua particolare posizione a picco sul mare che ne ha fatto la prima città Maya avvistata dagli spagnoli nel lontano 1517.

E’ stata un’esperienza indimenticabile: un viaggio alla scoperta di me stesso, ricco di spunti di riflessione, spesso anche drammatici, ma proprio per questo ancor più incisivi sulla mia percezione del Mondo e di tutto ciò che mi circonda. Il confronto con ciò che è Altro da noi, il contraddittorio incontro-scontro tra la modernità che avanza e le tradizioni millenarie che non possono essere dimenticate, la meraviglia della natura incontaminata e l’agghiacciante degrado delle bidonville.
Il Messico non può lasciare indifferenti. Ed è per questo che penso che ognuno di noi dovrebbe avere la fortuna di visitare questo angolo di Mondo almeno una volta nella vita.

Luca Micheletto