Blog del Direttore

Blog del Direttore: la vera risorsa dell’Italia? Il turismo

Luca Micheletto
19 dicembre 2012

La vera risorsa del nostro Paese non può che essere il turismo. Se è vero – come è vero – che l’Italia possiede il 60% dei beni artistici-culturali del Mondo intero, sarebbe ragionevole pensare che gli sforzi dello Stato e dei cittadini siano destinati a salvaguardare questo enorme patrimonio.
Un’aspettativa ormai ampiamente delusa. Per accorgercene non serve nemmeno guardare programmi televisivi d’inchiesta che mostrano i retroscena dei nostri musei e dei nostri siti archeologici. Basta uscire di casa, passeggiare per la propria città, prendere un treno e fare qualche fermata.
E se l’allestimento della Pinacoteca di Brera risulta decisamente datato e lontano dai più moderni metodi espositivi, visitare gli scavi di Pompei può risultare addirittura un’esperienza agghiacciante.  Come possiamo permettere che in uno dei più famosi siti archeologici del pianeta si accetti che la maggior parte delle domus rimanga chiuso al pubblico, mentre sui muri di quelle aperte le pitture murali – le stesse sopravvissute a due millenni di Storia – vengano danneggiate irrimediabilmente?
La cosa più grave è che tutto questo accade sotto gli occhi inermi di un personale inesperto e menefreghista – passatemi il termine. Perché vanno bene le proteste per gli organici ridotti all’osso e i continui tagli dei fondi da parte del Ministero, ma questo ci deve permettere di chiudere un occhio, anzi, entrambi gli occhi, davanti a scempi di questo tipo?
Una delle esperienze più sconcertanti però capita ai turisti che si trovano a visitare Venezia.
Mi pare superfluo soffermarmi su quanto questo luogo sia affascinante ed unico al Mondo. Sulla stazione disastrata – e per fortuna attualmente in fase di recupero – e sui costi proibitivi di taxi e vaporetti possiamo ancora sorvolare, turandoci il naso. Ma che l’addetto alla biglietteria della Acrv – società che si occupa dei trasporti in città -, dopo aver sborsato la modica cifra di 18 euro per sole 12 ore di transito, si permetta di indicarti il molo da cui imbarcarti con un gesto scocciato e neppure accompagnato da una parola, beh questo proprio no.
E se poi cerchiamo l’ufficio del turismo per avere una mappa della città e per trovarlo vaghiamo in lungo e in largo per tutta piazza San Marco, scovandolo solo nel suo angolo più remoto, questo potrebbe lasciarci già parecchio perplessi. Se poi baldanzosi perchè la nostra ricerca è andata a buon fine entriamo, chiediamo la mappa e quando facciamo per prenderla ci vengono chiesti 2 euro e 50 centesimi, è inutile costatare come tutto il nostro entusiasmo iniziale ci abbia oramai abbandonato, lasciando spazio solo ad un desolante sconforto.
E purtroppo è proprio questa la vera tragedia italiana. Turisti da ogni parte del globo sognano per tutta la vita di mettere piede nel nostro Paese, di scoprire i capolavori che hanno potuto sempre studiare solo sui libri, di avere la possibilità di ammirare la Grande Storia, la Grande Cultura. Ma quando arrivano vengono travolti da una tale quantità di inefficienze, disorganizzazione e ignoranza che di certo si troveranno costretti a ridimensionare le proprie aspettative.
Se le infrastrutture costano, così pure come i restauri o la creazione di nuovi poli museali, un sorriso no.
Ogni giorno ricordiamoci la fortuna di essere nati in uno dei Paesi più straordinari del Mondo e allo spaesato turista che ci chiede un’indicazione rispondiamo con un sorriso. E, possibilmente, in un decente inglese.

Luca Micheletto