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Blog del Direttore

Blog del Direttore: un occhio alle passerelle e uno ai risultati elettorali

Luca Micheletto
25 febbraio 2013

La sesta e fondamentalmente ultima giornata di Milano Moda Donna. L’aria è frizzante, i risultati elettorali incombono.

Si aprono le danze con l’anima punk di John Richmond, anche se questa volta appare più nei dettagli: un inserto verticale in pelle sul cappotto, il neoprene combinato alla seta, il perspex e il metallo.

Spirito da garçonne da Giorgio Armani, che consacra le sue creazioni a donne indipendenti, libere da ogni conformismo e, per questo, così affascinanti.

Colta e femminile, seguendo l’eleganza internazionale della modella Lauren Hutton, è invece la donna di Gianfranco Ferré, che sfila al Palazzo della Permanente, per la prima volta dopo molti anni trascorsi nella storica sede di Via Pontaccio.

Massimo Rebecchi reinterpreta il gusto British e trasforma Mary Poppins in una IT girl cosmopolita, con contrasti che si ritrovano nei materiali contrapposti della collezione.

Ormai i seggi sono chiusi e un occhi è fisso sullo smartphone per guardare in tempo reale le proiezioni elettorali. Ed ecco lo show di Lorenzo Riva, con la linearità e il mash-up degli anni Sessanta e Settanta senza trascurare l’opera di Giò Ponti e di Lucio Fontana: tagli, inserti, sferzate di forbici per insiemi visivamente “building-style”.

Cristiano Burani, invece, vuole rendere la tecnologia “couture” attraverso preziosi ricami a mano su basi di poliuretano trasparente, partendo da silhouettes da atelier rielaborate attraverso materiali accoppiati a caldo con abbinamenti lucidi-opachi.

A chiudere la giornata il progetto speciale di Goran Lelas andato in scena nella tensostruttura allestita nel cortile del Castello Sforzesco: in passerella una rivisitazione del concetto di abito in nome della fantasia e della libertà creativa. Si celebrano le aziende eccellenti del Made in Italy e l’indispensabile connubio tra Arti.

Luca Micheletto