Blog del Direttore

Una Montecarlo dinamica per il Golden Foot

Luca Micheletto
16 ottobre 2014

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Montecarlo è sempre Montecarlo. E se si ha la fortuna di soggiornarci durante un grande evento e di avere l’onore di calcarne il red carpet, l’atmosfera diventa ancora più suggestiva.
Forse perché perde quel lato dormiente che in parte la contraddistingue, portandole un tocco di glamour e di internazionalità. Questo è il caso del Golden Foot, una manifestazione fortemente voluta dal Principe Alberto II, arrivata quest’anno alla 12esima edizione con un vincitore d’eccezione come Andrés Iniesta.

Uel Camilo, Lorena Baricalla

Grazie all’estro e alla lungimiranza di Paola Emilia Monachesi, direttore creativo di vari brand internazionali, un evento inizialmente dedicato al calcio è riuscito a diventare una vetrina per giovani talenti del mondo della moda.

Quest’anno a dare un tocco di novità al Golden Foot nella splendida cornice dello Sporting ci hanno pensato il designer Uel Camilo – che, oltre ad aver vestito la madrina della serata Lorena Baricalla, è stato protagonista di un vero e proprio show dedicato alla sua resort collection – e la stilista russa Sveta Sotnikova, oltre agli accessori di Montblanc e Joshua Fenu.

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Sul palcoscenico non solo una passerella di grandi campioni del mondo del calcio, dunque, ma anche moda e spettacolo grazie alla presenza di Lorena Baricalla, ballerina e cantante di fama internazionale ma molto legata a Montecarlo, sua città natale, che ritiene “un giusto compromesso tra le metropoli che amo come Londra o New York e quella giusta dimensione umana che ci permette di vivere con maggiore serenità“. Per lei il Golden Foot deve essere “un grande spettacolo all’americana in grado di trasmettere un messaggio di positività in un mondo purtroppo sempre più votato al pessimismo e alla rassegnazione“.

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Dello stesso avviso la brillante stilista Sveta Sotnikova, che da molti anni ha abbandonato la sua Siberia per Milano, città che definisce “la vera capitale della moda perché esiste ancora il vero made in Italy che è l’unico autentico valore aggiunto in questo settore“. E aggiunge: “in Italia esiste una mentalità molto simile a quella russa, perché entrambi amiamo vivere la vita e dedicarci alle nostre passioni, ma gli italiani devono imparare a credere di più nelle loro potenzialità. Solo così potranno uscire dalla crisi e ricominciare a crescere“.

Uel Camilo &  Lorena Baricalla

Innamorato del nostro Paese anche il designer brasiliano Uel Camilo che ha scelto la capitale meneghina come base per il suo atelier che si affaccia su piazza Mercanti e mi confida che “solo qui posso affacciarmi alla finestra e vedere secoli di storia davanti a me. Vivere a Milano è sempre stato il mio sogno, mi dispiace solo che gli italiani stiano perdendo la loro autostima“.

Basato a Parigi è invece il giovane Eugène Riconneaus, che disegna una collezione di calzature prodotte interamente in Italia, un Paese che ama e di cui ammira le donne “in grado di sperimentare nuovi stili senza rinunciare alla loro femminilità“.

Unica voce in controtendenza quella di Joshua Fenu, designer che ha conquistato le celebrities di mezzo mondo con le sue scarpe esclusive, ma vuole abbandonare Milano, la città dove è nato e che ritiene “piatta, priva di energia e di creatività“. Prossima destinazione? Londra, “la città dove tutto è possibile“.