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Bolt ci prova nel calcio e sogna la Champions

Riccardo Signori
8 gennaio 2018

Puoi essere il più fantastico campione del mondo olimpico, l’irraggiungibile re della pistad’atletica, ma se c’è il calcio di mezzo diventi uno come tanti. Forse uno dei tanti. Usain Boltha deciso che la irresistibile passione per il pallone può metter a dura prova perfino la sua grandezza di atleta. Vuole il calcio. Lo sprint, records e vittorie, sono ormai quelli di una vita fa.

 Il calcio lo fa sognare come un ragazzino alle prime armi e non come un campione che ha appena messo nel cassetto la sua meravigliosa scia dorata. Alla non proprio verde (per un calciatore) età di 31 anni, il giamaicano ha indossato maglietta, calzoncini e scarpette da soccer, e si sta furiosamente(?) allenando per prodursi in una prova d’autore calcistico con il Borussia Dortmund, squadra tedesca legata allo sponsor Puma, che finora aveva goduto delle imprese e degli spot sportivi regalati dal campione dei 100 e 200 metri. “Farò un provino con i tedeschi” ha raccontato Usain. “Seguo il calcio, lo conosco, lo capisco. Se dicono che sono bravo e che ho bisogno di allenarmi lo farò“, ha chiarito.

 Il grande sogno lo porta al Manchester United , la squadra del cuore. Così sfacciato, lui, da telefonare perfino a Sir Alex Ferguson, il mitico manager dei diavoli rossi, per domandare aiuto e consiglio.”Gli ho chiesto: mi serve una buona parola. E lui mi ha risposto: se ti metti in forma, vedrò cosa posso fare“. Così Bolt ha raccontato la sua storia al Sunday Express, proprio come un ragazzino abbacinato dal grande sogno. E, anzi, di peggio. Sta già fantasticando: “Voglio giocare in un campionato top. La mia carriera di atleta è stata tanto grandiosa che sarà difficile far pari. Ma se vincessi una Champions league, sarei vicino a quanto ho conseguito nell’atletica“. Pare fosse assolutamente sobrio mentre diceva queste cose. E pare che a parlare fosse proprio Bolt ,nel senso di Usain, non un sosia.

 Che dire? Ancora una volta il ragazzo di Giamaica lascia tutti a bocca aperta. La voglia di cercar gloria in altro sport ha colpito tanti altri atleti, se non campioni. Sembra di riesplorare la storia di un fenomeno come Michael Jordan: dopo la prima tripletta di vittorie nel campionato Nba e dopo l’oro olimpico conquistato con il Dream team a Barcellona 1992, decise che nel basket non aveva più nulla da dire. Provò con il baseball per soddisfare un desiderio che il suo papà aveva carezzato. La morte del padre di MJ coincise con la decisione di provarci nel baseball. Il tentativo durò un anno e mezzo con scarsi risultati e Michael Jordan finalmente decise di tornare all’adorato e, per lui dorato, mondo della pallacanestro per riconquistare altri tre titoli Nba.

Così Bob Hayes, fantastico velocista Usa delle piste, oro nei 100 e in staffetta 4×100 ai giochi olimpici di Tokyo 1964, si dedicò per dieci stagioni al football americanoMarion Jones, invece, dopo le non proprio chiare attività nell’atletica, è tornata al basket, primo amore. Jackye Joiner Kersee provò pure lei nel basket, lasciata l’atletica, ma con scarso successo.

Come vedete, Bolt va molto più in là: corre più veloce come sempre. Ma nel calcio non basta correre, ci vuol tecnica con quel fastidioso attrezzo che si chiama pallone. Ad ascoltar  lui…”Mi sento uomo di fascia. Ma probabilmente mi schiereranno punta“. Foss’anche una trovata pubblicitaria, ammettiamolo: fa già gola pensarlo in gol.


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