Sport

Bolt è il più grande? Owens e Lewis dicono ni

Riccardo Signori
16 agosto 2016

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Insegue l’immortalità e forse l’ha già ottenuta. Immortalità nell’album dell’atletica e magari dello sport. Andare oltre sarebbe pretenzioso, ci vorrebbe un accordo con forze superiori…  Ma come negare la Hall of fame a Usain Bolt? I tre ori conquistati nei 100 metri, in tre olimpiadi successive, lo installano un gradino più sù rispetto ad un passato che lo ha messo in competizione con i grandi di sempre nell’atletica e nello sport. Se poi arriverà il triplete nei 200 metri, ed anche nella staffetta, che pensare?

Usain Bolt il più grande velocista di sempre? Quasi certo. Il più grande dell’atletica? Qui la lotta si fa dura. Certamente lo è per gli ultimi venti anni. Mentre per gli ultimi 30 ha la concorrenza agguerrita di Carl Lewis e, se risaliamo di un  ottantennio, andrà incluso anche Jesse Owens.

Però la domanda chiede una risposta almeno parziale. Nella velocità Usain Bolt è il più grande di sempre: lo dicono i tempi, pur rapportando epoche diverse, materiali diversi, piste diverse. Bolt racchiude le qualità che furono di Owens e Lewis, ma anche di Bob Hayes, Jim Hines, Pietro Mennea e Valery Borzov prima di arrivare a Carl Lewis e magari a Maurice Greene, la palla di cannone che vinse l’olimpiade di Sidney.

Questi sono i nomi che hanno fatto la storia dello sprint prima dell’avvento dei ragazzi giamaicani. Asafa Powell ci ha regalato l’antipasto, Usain Bolt è stato un fuoco d’artificio piombato nel mondo talvolta, e oggi soprattutto, plumbeo dell’atletica. Bolt ha avuto un impatto mediatico perfino superiore a quello di Carl Lewis, che l’ex presidente dell’ateltica mondiale, Primo Nebiolo, avrebbe voluto ambasciatore universale di questo mondo. Lewis è stato un mezzo ambasciatore: sul tempo lungo si è un po’ dissolto. Nessuno dimentica i suoi allori e i suoi record. Però non è stato quell’atleta così universale nella testa della gente, come per esempio Muhammad Alì.

Bolt, invece, racchiude l’esplosione della gioia e dell’allegria. Poi, in pista,  la miglior rappresentazione di talento, unito a forza, tecnica e quel senso di imbattibilità che quasi nessuno, né Owens né Lewis , è riuscito a dimostrare in modo così assoluto. Bolt cerca l’immortalità, per ora ha mostrato l’imbattibilità, ovviamente nelle gare che contano. E se, qualche volta, ha perso non è stato per la forza degli avversari(squalificato per falsa partenza ai mondiali di Daegu 2011).

Lewis sembrava imbattibile, ma poi qualcuno lo ha battuto. Jesse Owens è stato straordinario nelle sue imprese atletiche, ma Bolt ha lasciato il marchio più a lungo.

Quindi Usain più grande a livello di sprint ed anche nella capacità di creare traino, allegria, impatto mediatico. Chi negli ultimi dieci anni non ha imparato a rispondere alla domanda: sai chi è Bolt?

Anche Owens e , soprattutto Carl Lewis, sono stati nella memoria e sulla bocca della gente. Re Carl, così veniva chiamato, è stato un fantastico sponsor di se stesso e dell’atletica. Bolt ha fatto di più: è sceso tra la gente, è entrato nel cuore della gente con trovate goliardiche. Ha amato il bagno di folla e un po’ di follia. Lewis è sempre rimasto sul piedistallo, scendendone con fatica. Owens non ha,invece, saputo interpretare il ruolo che la storia gli aveva assegnato dopo le Olimpiadi 1936. Ci avrebbe pensato, in seguito, Muhammad Alì.

Se, però, vogliamo mettere Bolt dietro a Lewis e Owens, una ragione c’è. Gli altri due sono stati campioni anche nel salto in lungo, si sono divisi fra specialità che richiedono sforzi e allenamenti specifici, quindi con più dispendio di energie, forze, preparazione psicologica. Bolt si è dedicato solo allosprint puro, senza nemmeno cercare un’avventura nei 400 metri: la gara che ti lascia  con l’ultimo soffio di forza e respiro. L’Olimpiade ci ha regalato un nuovo recordman del mondo nel sudafricano Wayde Van Niekerk. Bolt poteva almeno provarci negli anni passati. Non si è voluto impegnare. Ha preferto continuare ad essere il più grande solo nel suo regno. Gli è mancato un pizzico di coraggio e voglia.

Owens e Lewis, in questo aspetto, sono certamente più grandi di lui.


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