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Arte

Botero al Vittoriano di Roma: 50 anni di carriera

Rita Cotilli
15 luglio 2017

Esistono artisti la cui impronta stilistica risulta subito riconoscibile al pubblico, come un segno impresso nella memoria collettiva. Tra questi, Fernando Botero, famoso in tutto il mondo per la sua arte pittorica, unica e inconfondibile.

In occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, è stata inaugurata la mostra “Botero”, la prima grande retrospettiva dell’opera dell’artista in Italia, allestita presso il Complesso del Vittoriano a Roma fino al prossimo 27 agosto.

Organizzata e prodotta da Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira, l’esposizione è curata da Rudy Chiappini in stretta collaborazione con il Maestro, del quale si ripercorrono oltre 50 anni di carriera – dal 1958 al 2016 – attraverso 50 dei suoi capolavori.

Ambientazioni dai contorni fantastici e fiabeschi fanno da sfondo ai celebri “soggetti dilatati” del pittore di Medellìn, che ne costituiscono il tratto distintivo, al punto da renderlo quasi proverbiale.

  • Fernando Botero, Natura morta con lampada e fiori, 1997

  • Fernando Botero, Le sorelle, 1969-2005

  • Fernando Botero, Natura morta con strumenti musicali, 2004

  • Fernando Botero, Picnic, 2004

Uomini, donne e animali, dai tratti tenui e dai colori brillanti, fissano il vuoto con occhi assenti. I costumi e la vegetazione rievocano i luoghi lontani dell’America latina, restituendone una visione onirica, in cui i personaggi appaiono ancorati alla realtà ma non la rappresentano.

Tutto nei dipinti di Botero è voluminoso: l’esagerazione deriva da un’inquietudine estetica, fino a divenire una cifra stilistica. Il suo interesse risiede nella forma in quanto espressione di volume, sia che si tratti di figure antropomorfe, come le tele con Le sorelle o Il pic nic, sia che si tratti di soggetti inanimati, frequenti nelle sue numerose nature morte (Natura morta con strumenti musicali, Natura morta con lampada e fiori).

L’artista colombiano usa la deformazione per incrementare la sensualità dei suoi dipinti. Le forme generose esaltano la vita e si traducono in immagini che comunicano positività, energia, piacere. Si tratta di una concezione ancestrale, radicata nel sostrato culturale delle società primitive, per le quali bellezza e abbondanza erano strettamente collegate.

Botero trasforma tali concetti nel segno più evidente del suo stile, attraverso un continuo processo creativo, dagli anni ‘50 fino a oggi. L’arte, infatti, come afferma lo stesso artista, “ha una grande dote, quella di essere inesauribile. È un processo senza fine, nel quale non si smette mai di imparare“.

Catalogo edito da Skira.

 

Botero
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, Roma
5 maggio – 27 agosto 2017
Orari: da lunedì a giovedì 9.30 – 19.30; venerdì e sabato 9.30 – 22.00; domenica 9.30 – 20.30


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