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Brunello Cucinelli si racconta a Marie Claire

staff
14 aprile 2012

Famoso in tutto il mondo come il “re del Cashmere”, l’imprenditore Brunello Cucinelli rivela a Marie Claire, in uscita lunedì 16 aprile, come conciliare il profitto e l’etica, gli investimenti e il misticismo, il lusso e la dignità.
«Il progetto di andare in borsa accompagna un obiettivo di crescita garbata e sostenibile». A parlare è Brunello Cucinelli che annuncia così il suo prossimo sbarco tra i titoli quotati, delineando un approccio originale all’operazione. «In Italia il 90 per cento delle imprese familiari muoiono con il loro fondatore. Alla mia, non voglio che succeda». Il suo quartier generale, il borgo medievale perugino Solomeo, da lui completamente ristrutturato, ospita la sua azienda dal 2009, anno simbolo della crisi. Da allora ha visto aumentare i dipendenti, il fatturato e gli investimenti. Una bella case history che culmina oggi con la decisione di quotare il marchio alla Borsa di Milano. Il segreto? Lo rivela a Marie Claire lo stesso Cucinelli: «Aspiro al profitto, ogni impresa deve produrne, è la ragione della sua esistenza. Il punto è: com’è generata? Solo con l’etica, la dignità e la morale». E continua: «Il problema è sempre lo stesso: un bravo imprenditore deve stabilire buone relazioni con i suoi dipendenti. Se ci riesce, anche il prodotto migliora». A Solomeo gli operai non timbrano il cartellino e, nella mensa comune, si mangiano i manicaretti preparati dalle signore del paese. Il risultato è una moda di gusto e qualità ad alti livelli. Come i prezzi: «Dicono che i miei capi siano cari, io preferisco definirli costosi: è diverso, perché dà più rilievo al lavoro e alla qualità che contengono».


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