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Buffon portiere record salva il nostro calcio

Riccardo Signori
21 marzo 2016
Gigi Buffon

Gigi Buffon

Ci sono voluti 20 anni per battere un record e ce n’erano voluti altri 20 per battere il precedente primato. Il record di imbattibilità di un portiere in serie A è una cosa seria. Forse un po’ meno seria questa serie A che, ogni domenica, ci presenta sgorbi calcistici più che gemme e bellezze di uno sport dove conta troppo la tattica degli allenatori, molto meno la tecnica dei calciatori. Non è un gioco di parole, ma l’immagine del nostro campionato. Gigi Buffon è diventato il nuovo primatista: 973 minuti senza essere battuto.  Poi è bastato (o c’è voluto) un rigore per interrompere la corsa.

  Tutto cominciò da una rete di Cassano, lo sprint si è interrotto sul rigore di Belotti. Nel mezzo la storia di una difesa che ha fatto corpo e reparto con il capitano, un giocatore che a 37 anni mantiene vivo lo spirito di un ragazzino insaziabile, felice di vivere la meravigliosa avventura del giocatore di pallone. Buffon è l’immagine piacevole di chi fa questo mestiere, al contrario di tanti musi lunghi, ingrugniti e incoscienti che non si rendono conto di attraversare comunque una favola.

 Così si vince, così si fa storia e Buffon se ne è ricordato nei ringraziamenti. Poi, come in un gesto d’amore per il suo amuleto, ha regalato un’ode alla sua porta. Comincia così: ”A te che ti ho voltato le spalle a 12 anni”. Spalle voltate ma sempre uno stretto all’altra: per un numero uno la porta è cosa sua, la vicina di banco, la compagna di una vita.  Che sia quella conosciuta dello Stadium, nel caso specifico, o quella incontrata come capita al viandante domenicale del pallone.

 Il caso vuole che il primato europeo di questa imbattibilità spetti ad un ex juventino, Edwin Van der Sar, portiere che a casa Juve non godeva di grandissimo credito, invece nella porta del Manchester United rimase imbattuto per 1311 minuti.

Dino Zoff

Dino Zoff

Questo particolare porta a pensare che fare record in serie A sia molto più difficile, non a caso Dino Zoff (903 minuti) prima e Sebastiano Rossi (929 minuti), il recordman al quale Buffon ha strappato il regno, sono stati due grandissimi portieri. Da qui l’inchino che il nostro calcio dovrebbe a SuperGigi : un campionato che ha abbassato la guardia del buon calcio e della credibilità internazionale ritrova un briciolo di grandezza, uno spazio di vanità.  Le sconfitte delle altre nostre squadre in Europa hanno dimostrato che il livello è basso e la materia sulla quale dibattere, e con la quale divertirci, vale la seconda fascia di qualità, non la prima. Buffon e le sue parate, la Juve e il suo collaudato giocare (compresa l’ultima partita con il Bayern) tengono alta la credibilità. Il portierone ci salva anche se, come vuole regola del nostro pallone, il giorno della vidimazione del record è coinciso con un derby e con le polemiche per un arbitro che non vede, sbaglia qualche decisione, fa imbufalire gli avversari della Juve e ripropone il solito ritornello sulla sudditanza arbitrale nei confronti della squadra bianconera. Che poi il record di Buffon e quello di Zoff siano stati conseguiti proprio con la maglia della Signora poco importa, ma dovrebbe far riflettere. La Juve è una grande fortezza che esalta i portieri, così come lo fu il Milan di Sebastiano Rossi.

 Difficile dire quale sia stato il più grande fra i tre portieri (anche se Zoff…) che hanno tenuto il primato negli ultimi 40 anni (SuperDino nella stagione 1972-1973). Più facile pensare che tutti e tre abbiano esaltato una virtù del nostro pallone: quella delle saracinesche umane.


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