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Campi elettromagnetici e telefoni cellulari

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1 novembre 2013

Quando un organismo vivente è esposto a un campo elettromagnetico si verifica un’interazione fra l’intensità di campo, la corrente e le cariche elettriche presenti nei tessuti ed il risultato è il cosiddetto effetto biologico. Tale effetto biologico non comporta necessariamente un danno: il danno si verifica quando lo stesso supera la capacità di compensazione biologica dell’organismo. La carica elettrica naturale delle cellule del nostro corpo è estremamente sensibile ai campi magnetici di intensità molto bassa.

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Le radiazioni provenienti da frequenze non esistenti in natura possono modificare la posizione delle molecole e danneggiarle alterando il metabolismo. Lo squilibrio potrebbe modificare l’attività ormonale, pregiudicare i processi di sintesi del materiale genetico, interferire con il flusso di sostanze che attraversano le membrane cellulari in entrata e in uscita, e modificare il comportamento delle cellule tumorali. Il meccanismo alla base dell’insorgenza del danno comporta la formazione di radicali liberi che danneggiano le proteine e le membrane cellulari, mutilano i geni e il DNA, riducono i livelli di ormoni antiossidanti, alterano i processi enzimatici e biochimici essenziali per lo svolgimento delle normali funzioni fisiologiche e disturbano la normale trasmissione di energia elettromagnetica nei muscoli.

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I CEM (campi elettromagnetici) possono essere potenzialmente pericolosi, e il rischio per la salute dell’individuo dipende dai livelli di esposizione. Ad esempio, telefonini e stazioni base sono le fonti principali per l’emissione di radiazioni in radio frequenza: i livelli delle radiazioni nelle vicinanze di fonti emittenti sono molto elevati e quando si usa il telefono cellulare accostato all’orecchio, l’esposizione avviene, oltre che nella parte del capo dove si appoggia l’apparecchio, anche nella parte del corpo vicino a dove si conserva il telefonino. Anche nelle zone del corpo in corrispondenza della tasca in cui è riposto si è dunque soggetti ad una elevata esposizione.

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Lucia Marelli


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