Cinema

Cannes 2015: i vincitori

Giorgio Raulli
26 maggio 2015

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La giuria di questo 68° Festival di Cannes, presieduta da Joel e Ethan Coen, ha assegnato la preziosa Palma d’Oro a Dheepan del regista francese Jacques Audiard, la storia di un uomo, una donna e una bambina srilankesi che scappano dalla guerra civile del loro Paese, e si fingono una famiglia per poter entrare più facilmente in Francia.

Per la regia invece è stato premiato il maestro taiwanese Hou Hsiao-Hsien, che dopo una carriera piena di premi, vince ancora con The Assassin, vicende di una ragazzina che, cresciuta per diventare una temibile guerriera, si troverà alle prese con il dilagare della corruzione, delle rivolte ma anche della crudeltà dei suoi committenti.

Premio della Giuria a The Lobster, del greco Yorgos Lanthimos, storia ambientata in un distopico futuro in cui i singol vengono prelevati e trasferiti in un tremendo albergo, luogo deputato alla forzata ricerca di un partner in 45 giorni, il che causerà a queste persone un vero e proprio imbestiamento. Gran Prix Speciale all’esordiente László Nemes, trentottenne ungherese, per la sua drammatica opera prima, Saul Fia (“Figlio di Saul”), ambientato durante la tragedia dell’Olocausto: Saul, ebreo tra i pochi costretti ad aiutare i nazisti nelle operazioni di sterminio nel campo, un giorno scopre il cadavere di un ragazzo che crede suo figlio; il suo dolore si traduce nella determinazione di salvare quel corpo dalle fiamme del forno crematorio e seppellirlo degnamente.

Il Prix per il Miglior attore è stato consegnato a Vincent Lindon, per la sua interpretazione del cinquantenne Thierry, protagonista in La Loi du marchè (di Stéphane Brizé), che dopo 20 mesi di disoccupazione inizia un nuovo lavoro che però lo pone di fronte a scelte moralmente difficili. Sono state indicate come Migliori attrici, un ex aequo dunque, Rooney Mara, giovane protagonista omosessuale in Carol, e Emmanuel Bercot per la tormentata vita sentimentale di Tony in Mon Roi. Il film messicano Chronic vale al suo regista Michel Franco il Prix per la sceneggiatura, trama che ruota intorno al premuroso ed efficiente infermiere David, che nella vita privata però è maldestro e solitario, perché custodisce un segreto sul suo passato che lo tormenta. La Camera d’Or, per la migliore opera prima, è stata assegnata alla pellicola colombiana La tierra y la sombra di Cesar Augusto Acevedo, pellicola in concorso nella sezione Settimana Internazionale della Critica.

Al termine della chermesse, tra le più famose e importanti del cinema, sono state molte le incertezze e i dubbi sui premi assegnati dalle giurie: messe da parte le ottime interpretazioni degli attori Tim Roth e della Blanchett, sono stati trascurati i tre film italiani in concorso, specialmente Youth di Paolo Sorrentino, dato per favorito grazie anche alle ottime critiche ricevute. D’altronde, nonostante il prestigio di certi riconoscimenti, non sono certo gli awards a decretare il successo di una pellicola o a giudicarne la validità. E poi si sa: spesso Cannes, che si vinca o meno, è una tappa obbligata per gli Oscar.


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