Postcards

Cap Ferret, scorci da favola

Carla Diamanti
5 novembre 2015

151104 Cartolina

Sopra, le case, immerse nel verde della pineta dove il mare si percepisce nell’aria, nei profumi che esaltano le essenze del legno, nei raggi del sole che giocano con le foglie. Sotto, a sorpresa, le capanne dei pescatori, addossate le une alle altre. Sono di legno, assi di legno scuro tenute insieme chissà come. Tutte uguali, basse, piccole, raccolte dentro recinti immaginari segnati da vasi di fiori. Gli zoccoli, lasciati fuori, e le imposte di legno colorate sono l’unico segno che le distingue le une dalle altre, l’unica guida che accompagna i pescatori verso la propria casa. Universo da fiaba, tempo sospeso.

Affacciati sul mare interno, sulla baia che abbraccia l’ile aux oiseaux e che guarda la duna du Puy, la più grande d’Europa, i chioschi di legno diventano minuscole palafitte sull’acqua con tettoie quasi di fortuna per ripararsi dai capricci improvvisi del tempo. Sui tavoli vassoi colmi di ostriche freschissime, bigots, bigorneaux e gamberi rosa. Di fronte la baia di Arcachon, un angolo di paradiso stretto fra l’Atlantico e le sue lingue di sabbia, le case e la pineta che sembra voler inghiottire il mare.

Sull’acqua, il minuscolo chiosco di legno blu, proprio in fondo, serve ostriche e frutti di mare già dal mattino. Caschetto, pelle abbronzata, pantaloni al ginocchio, la proprietaria mi racconta che il diritto al lavoro sul mare e le case del borgo si tramandano di padre in figlio. Proibito venderle o affittarle a chi non sia residente: questo borgo di pescatori è considerato “patrimonio nazionale marittimo” e perciò protetto per legge. Il diritto di abitare le minuscole case di legno strappate a una fiaba spetta solo a chi appartiene a una famiglia proprietaria da tempo e solo a condizione che il beneficiario continui a lavorare come pescatore professionista. Niente negozi di souvenir quaggiù, nessuna variazione sul tema. Non ci sono case diverse, finestre diverse. Non aspettatevi un luogo votato al turismo. Qui si arriva in punta di piedi e poi si riparte, grati alla lungimiranza di chi ha saputo salvaguardare un luogo davvero inatteso.

www.thetraveldesigner.it


Potrebbe interessarti anche