Il mio punto di vista

Cari miei Maya…

Gabriella Magnoni Dompé
11 gennaio 2013

Come ho già avuto modo di anticipare qualche settimana fa, ho scelto di consacrare questo Capodanno 2012 al relax e al benessere, ma anche ad un pizzico di magia.
In questo momento di incertezza diffusa in cui profezie, previsioni e possibili scenari futuri sembrano tanto angosciarci, non potevo che dedicare una parte del mio viaggio a dei cari vecchi amici, di cui ultimamente si è tanto discusso: sto parlando di lor signor i Maya.
Leggendo i giornali in questi ultimi giorni, la maggior parte dello spazio viene dedicata agli oroscopi e alle previsioni per il nuovo anno – già di per sè un po’ Giano bifronte nel suo stesso numero indicatore. 2013 come 13 segno della fortuna o segno della sfortuna? 2013 come due volte 3 o 6 diviso 2 ancora 3, il famoso numero magico dei Maya?
Tanto si è detto, tanto si è scritto, che io ho deciso di recarmi direttamente sul luogo: non mi sono accontentata di una generalissima visita della riviera messicana, ma munita di pazienza e coraggio ho deciso di imbarcarmi su un bel pulmino e, dopo due ore e mezzo di viaggio nella giungla, ho raggiunto il principale sito astronomico Maya.

Chichen Itza. Il nome può decisamente suonare impronuniciabile, ma il suo significato non può che lasciare affascinati: “città di coloro che vedono l’acqua”, e la presenza di ben 19 pozzi tra gli scavi archeologici fa ben capire da dove tragga origine tale evocativa denominazione – senza poi dimenticare quanto nei tempi antichi la parola acqua fosse sinonimo di vita.
Un luogo grandioso, dall’aspetto impressionante e capace di far vivere emozioni sorprendenti. Senza contare la presenza di una moltitudine di simboli, sequenze geometriche e numeriche, maschere dagli arcani significati, divinità misteriose – tra cui spiccano il serpente, dio della notte, e il giaguaro, dio del giorno. Insomma, un’atmosfera che difficilmente si può dimenticare.

Del resto, chi di voi non ha mai visto l’immagine del più famoso tempio Maya? Ma in quanti sono realmente informati sulla natura e i segreti di una delle sette meraviglie del mondo?
Sfatiamo allora qualche mito…
Molte sono le leggende di sacrifici umani, e subito il nome dei Maya ci fa pensare a vittime immolate all’apice di templi tenebrosi.
Niente di più falso. L’immaginatrio collettivo qui ci tradisce, facendoci cadere in un errore più che grossolano: Chichen Itza non era un tempio, bensì il principale osservatorio astronomico Maya. Qui non si compivano terribili esecuzioni in onore di chissà quale divinità, ma per nutrire gli dei si bruciavano ortaggi e frutta, si studiavano gli astri, si cercava il senso della vita nelle profondità del cielo.

E che dire poi dei Maya come popolo sanguinario e cruento? No, più che altro ossessionato dalla numerica e dall’astronomia. A tal punto da avere ben tre diversi calendari che si susseguivano e si intersecavano durante il corso dell’anno.
Finiamo in bellezza, arrivando al punto che a tutti interessa: i Maya predissero la fine del Mondo, ma questa non pare essere avvenuta?

Regoliamo il tiro. I Maya predissero il cambiamento, o meglio la fine di un’era durata più di 2400 anni, ben precedente la nascita di Cristo: si è chiusa non nel 2012, bensì nel 2011. La cosiddetta Era dei Pesci ha lasciato spazio a quella dell’Acquario. Già, perché contrariamente all’oroscopo che tutti noi conosciamo, l’oroscopo delle ere va in senso antiorario.
Forse il mondo non è finito, ma di certo è cambiato. E molto, aggiungerei. Basta pensare alla congiuntura economica.
Al bando dunque gli scenari apocalittici di Hollywood, ma forse i Maya avevano ragione. Come scienziati e non come maghi.

Gabriella Magnoni Dompé