Leggere insieme

Casa

Marina Petruzio
14 novembre 2015

Casa cover

Carson Ellis per Emme Edizioni ci offre un’ampio saggio delle mille forme che sono racchiuse in una così semplice parola: Casa.

Le case degli altri bambini conducono in un privato oltre la porta, fatto dei ricordi di chi, in quel privato, c’è stato, lo ha esplorato e si è portato a casa, nella sua casa, qualcosa di importante, di indelebile.

Carson Ellis non ci guida attraverso i sentimenti di un interno e di chi lo abita e lo plasma a sua immagine, ma attraverso le tante forme che può avere una Casa, ciò che ama disegnare di più. E la bella copertina ne è già un assaggio!

Non un catalogo di case ma le case che più piacciono alla sua famiglia, quelle in cui hanno vissuto, quelle che amerebbero vivere, quella della fiaba preferita. E così, di casa in casa, è nata una storia. Potrebbe essere una storia circolare, l’inizio e la fine potrebbero rincorrersi, scambiarsi di posto, proseguire. La prima casa che incontriamo è una casa di campagna, cavalli galoppano liberi nel prato, una colomba al nostro girar di pagina, spicca il volo dalla sua casa, un nido perfettamente e minuziosamente costruito, un’architettura solida e fragile al tempo stesso, minimale e funzionale all’uso, con parti morbide e dure, portanti. Tra le tante case sicuramente la più commovente per dimensione e perfezione, per quel lavoro minuzioso preciso, amoroso, a due becchi, per ciò che dalla notte dei tempi è: una culla.

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Quella casa di campagna è quella che ritroviamo alla fine del libro, ma prima di lasciare la storia entriamo un attimo a salutare l’autrice o un bambino, chissà, seduta al suo tavolo davanti ad un’ampia finestra, intenta a dipingere a tempera ed inchiostro su carta spessa e umidiccia quella stessa casa con i cavalli al galoppo in mezzo alla campagna. D’altro canto, a ben guardare, tutto in questo studio parla delle case appena viste e ci sembra di aver sognato: un particolare nell’arredo, un oggetto ce le ricordano. La palla del pesce con quel castello già visitato, anche se non c’è traccia delle armature sui cavallucci marini, l’icona russa appesa al muro…ma non era a casa della  Babushka appesa vicino alla finestra che dà sulla collina innevata? E quella scarpa abbandonata in un canto, non era abitata da una vecchia e da una banda di marmocchi scatenati? Eppure c’era sembrato di vederla abitata…

E la colomba che ha appena spiccato il volo sta transitando davanti alla finestra, del tempo deve essere passato da che abbiamo cominciato questo cammino verso le case degli altri. Eppure…

Il cuore del racconto, seppure non proprio nel centro, è una doppia pagina molto affascinante che ci parla di due case con personalità completamente differenti.

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Un poliedro grigio, denso, dove la luce scivola o si impiglia, creando giochi di colore differenti sulla superficie indefinita di cui è fatta questa casa così moderna. Un tubo metallico per camino, unico richiamo ad una tradizione che nonostante la tecnologia dell’architettura permane è una finestra rossa: ce la immaginiamo di legno laccato, all’interno si scorge una tenda blu a fiori, raccolta con cura, ed una piccola pianta segno che, per quanto bizzarra, così diversa da quella dove abitiamo tu ed io, anche in questo modello con punte e bitorzoli si può vivere! Ma chi vi abiterà? Chi l’avrà scelta come propria dimora, dove rincasare la sera ed invitare gli amici, giocare con i propri bambini o lisciare il proprio gatto?

La vicina della pagina accanto ha tutt’altra personalità. Variopinta e giocosa, di listini di legno interamente progettata come se fosse una costruzione Kapla, ricca di finestre e finestrelle, torrioni dai tetti a punta sui quali sventolano gagliardetti colorati, segna vento animati da animali del bosco, piante rampicanti dagli enormi fiori; c’è la immagineremmo alla fine di un bosco, misterioso castello che qualcuno ha voluto proprio lì. Ma chi?

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Ci sono poi una casa bassa, una alta, una pazzerella, la nave che per i pirati è casa, Atlantide dove si vive sott’acqua, la casa sulla luna, un autobus metallico di quelli che attraversano i paesi in lungo e in largo, porta banda e musicisti in tour. La abitano Carson Ellis, suo marito musicista, la loro band e i loro due bambini, quelli che stanno saltando sulle poltrone e la loro testa bionda appare nell’oblò in fondo al bus con la mano che fa ciao!

Chi abita le altre case? Come si veste chi abita in una casa pazzerella? E dove vivrà il fabbro keniota, dove l’ape e l’orsetto lavatore…

Dimmi in che casa abiti e ti dirò chi sei. Le case, le nostre case, parlano di noi anche da fuori, raccontano un po’ di chi ci abita, della persona che è e a volte anche dei miracoli che compie!

E casa tua com’è? E tu chi sei?

 

Casa
di ed illustrato da Carson Ellis

Traduzione: Michele Piumini
Edito: Emme Edizioni
Euro: 14,90
Età di lettura: per tutti


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