Casaleggio: “Il Movimento 5 Stelle andrà al governo da solo”

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19 luglio 2013

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Da quando Gianroberto Casaleggio è diventato ufficialmente l’ideologo del Movimento 5 Stelle e di Beppe Grillo, per la prima volta un giornale è riuscito a entrare nei suoi uffici. Wired Italia ha infatti intervistato in esclusiva il guru di Grillo – dedicandogli la copertina – nei suoi studi milanesi, e pubblica il dialogo nel numero del mensile in edicola a fine luglio. Oltre a raccontarsi, a margine dell’intervista, Casaleggio ha analizzato l’attuale situazione politica italiana e gli obiettivi del suo movimento: «Andare al governo è l’unica cosa che conta». Con qualche alleato? «No. Ci andremo da soli anche grazie alla disgregazione che stanno vivendo per motivi diversi le altre forze politiche». Quindi con il 51%? «Sì». Casaleggio è tornato anche sui risultati elettorali del M5S degli ultimi mesi. Sulle amministrative di maggio ha dichiarato: «Era tutto previsto, abbiamo voluto perdere. Avremmo potuto prendere più voti aumentando il numero di liste, potevano essere il quadruplo, tante erano le richieste arrivate. Ma abbiamo preferito affrontare le elezioni solamente con le liste radicate sul territorio da almeno un paio di anni». Sulle elezioni politiche trionfali di febbraio rivela invece un aneddoto che è anche un’analisi sulla pervasività dei media nelle vicende politiche italiane: «Una settimana prima del voto, nei nostri uffici lanciammo una scommessa sui risultati del movimento e fui l’unico a dire che saremmo stati il primo partito. Se non è accaduto è stato perché viviamo in un paese come l’Italia in cui i media – in particolare la tv – e i partiti coincidono. Senza la televisione, che influenza il voto come nessun altro mezzo, avremmo preso il 40%». A intervistare Casaleggio per Wired Italia è stato l’esperto di media digitali e l’autore di libri di fantascienza Bruce Sterling. Nel profilo che Sterling traccia di Casaleggio, si legge: «Io vengo dal Texas e non mi sognerei di offrire agli italiani alcun consiglio politico. Tuttavia mi è molto chiaro quello che Casaleggio sta facendo in Italia. Vuole liberarsi dell’intermediazione dei partiti e dei media convenzionali, collegarsi direttamente agli elettori, spingerli a candidarsi e votarsi da soli, usando le piattaforme digitali di Casaleggio. Nessun altro al mondo è riuscito a fare con tanta efficacia e su scala così vasta quello che lui ha fatto in Italia. Ma non c’è nulla di nascosto, di misterioso o di magico in tutto questo. Il suo attivismo digitale probabilmente è la cosa meno misteriosa della politica italiana». Nell’intervista esclusiva, il guru del Movimento 5 Stelle aggiunge anche che il governo dovrebbe essere digitalizzato: «L’80% della burocrazia è senza senso. Il 50% della restante burocrazia utile può essere cancellato dall’uso della rete. Il parlamentare è l’esecutore del volere della collettività. Per questo ogni decisione importante va sottoposta a referendum. Un discorso a parte va, invece, fatto per la magistratura: il potere giudiziario deve mantenere la sua indipendenza». Casaleggio ha anche parlato del suo concetto di democrazia compiuta: «Un sistema in cui tutti hanno gli stessi diritti civili e in cui ognuno partecipa al bene comune e lo fa perché è giusto. Se fosse così oggi l’Italia sarebbe un paese migliore». È per concetti come questi che, secondo Sterling, l’ideologo del M5S e il suo movimento riscuotono successo: «È l’unico a dire le cose belle che la maggior parte degli elettori di norma vorrebbe sentire».