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Caso Donnarumma: ora il Milan sembra l’Inter

Riccardo Signori
19 giugno 2017

Gigio Donnarumma

Sarebbe così divertente il calcio- mercato con tutti i suoi colpi di scena. Basti pensare a Cristiano Ronaldo e Marco Verratti che, dopo stagioni ben pagate, non vogliono più saperne di Real Madrid e Paris Saint Germain. A differenza di Gigio Donnarumma, fuggitivo dal Milan, i due hanno dato qualche contributo a far grande le rispettive squadre.

Sarebbe bello il calcio- mercato se, poi, non ci infilasse nell’ossessione del caso Donnarumma, portiere con aspirazioni da fenomenino, ribattezzato Dollarumma e pronto a salutare il Milan. Finora ha fatto più di una uscita a voto. Soprattutto per merito del suo procuratore, fantastico nel far guadagnare soldi ai protetti, un po’ meno nel gestirne la carriera.

Comunque, in questo caso, Mino Raiola, il procuratore di Donnarumma, ha avuto il merito di ricordarci in quali bassifondi sia sprofondata la Milano del calcio. Qualcuno dirà: è finita in mano ai cinesi. Che non vuol dire: società pasticcione, incapacità di scelta dei giocatori e di gestione delle situazioni difficili. No, in questo caso sono gli italiani, arruolati dai cinesi, a combinare pasticci e pastrocchi. L’Inter, campione del mondo di auto devastazione negli ultimi 5-6 anni, si è dotata di un manager di successo: Walter Sabatini promette di saper mettere mano. Peccato che alla Roma era un numero uno quando lavorava dietro le quinte, ma appena veniva alla luce, per dire quattro parole in conferenza, si rovinava la reputazione. Per ora Sabatini lavora ufficialmente sulla sponda cinese e tenta di rimediare ai pasticci italiani. L’Inter deve sbrigarsi a costruire una squadra che lotti per lo scudetto, ma deve essere altrettanto sbrigativa nel vendere giocatori inutili: Brozovic, Banega, Murillo e mettiamoci Miranda, Santon, Nagatomo, Medel, Kondogbia e perfino Candreva. Invece tutti pronti a cedere Perisic, l’unico insieme ad Icardi, ad avere valenza davvero internazionale. E non raccontino che ci sono problemi di bilancio e di accordi con l’Uefa da rispettare: lo sanno da tempo, non da tre giorni.

Cristiano Ronaldo

Ma il bello viene, osservando l’altra parte di Milano. Scopri che oggi il Milan sembra l’Inter (di una volta). Non sarà forse un caso se due dei gestori della penultima storia nerazzurra  siano decorati del potere in maglia rossonera? Marco Fassone è l’uomo copertina, invece Massimiliano Mirabelli, il braccio destro,  non ha interpretato nel modo migliore la parte del mediatore sul caso Donnarumma e ora viene a raccontare che il giovane portiere sarà trattato come tutti: resterà nella rosa e deciderà l’allenatore Montella sul da farsi. Troppo comodo scaricare  sul tecnico. Questo perché il Milan ha fatto sapere, ai soliti giornalisti di fiducia, che il padrone cinese vuol mandare in tribuna Donnarumma per tutta la prossima stagione. Per inciso, una decisione che sarebbe clamorosa ma da levarsi tanto di cappello.

Purtroppo, nel calcio, non si può parlare in modo diretto: servono giri di parole sennò intervengono gli avvocati. E così ha fatto Raiola, molto più remissivo quando si intendeva con Galliani: il suo legale ha spiegato agli ingenui dirigenti che un giocatore non può andare in tribuna per una impuntatura, servono motivi tecnici o di gravità assoluta. Bastava che i milanisti pasticcioni ci pensassero un attimo, per evitare la figuraccia. Poi facile lasciar la palla al povero Montella. Quando mai, davanti al padrone che gli dice di non far giocare il portiere, affamato di soldi e non certo di fede milanista, l’allenatore dovrebbe mettersi di traverso? Un dignitoso portiere si trova sempre, meglio chiedere un buon centravanti.

Ecco, questi andamenti ondivaghi erano pane della vecchia Inter. Fassone non é mai stato un grande intenditore calcistico, al massimo un buon manager. Mirabelli si è valorizzato come scopritore di talenti (quelli scelti per i nerazzurri quasi tutti finiti a gambe all’aria), non certo come manager che va a discutere i casi spinosi.

Alla prima prova il duo ha riverniciato il Milan con i colori dell’Inter. Invece sul mercato acquisti sta cercando credibilità, con mentalità non proprio metropolitana. Ha acquistato giocatori in linea con i convincimenti seguiti sulla sponda interista: nessuno che faccia la differenza davvero.

Se i padroni cinesi di Milan e Inter vogliono spendere tanto e bene, provino a farsi sotto per Cristiano Ronaldo o Verratti (che, invero, pensano a squadre di altro rango). Si sveneranno, impiegheranno diverse centinaia di milioni, ma almeno ne avranno qualche tornaconto. Ferlaino e il Napoli fecero un capolavoro prelevando Maradona dal Barcellona.


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