Leggere insieme

C’è nessuno?

Marina Petruzio
7 luglio 2013

“C’è nessuno?” è un romanzo filosofico scritto dal norvegese Jostein Gaarder nel 1986, pubblicato in Italia due anni dopo, volto a spiegare ai più piccoli cos’è la filosofia e com’è bello porsi domande, anche le più difficili, perché farlo significa essere cittadini del proprio mondo, abitarlo e viverlo in tutte le sue manifestazioni, esserne degli esploratori, degli scopritori. In una parola esistere.
Chiunque abbia a che fare con i bambini è abituato a sentirsi rivolgere ogni tipo di domanda, ad udire ogni tipo di risposta e motivazione.
Ed ogni risposta che il bambino fornisce a sé stesso e agli altri, svela ad occhi attenti il suo percorso cognitivo. La miriade di connessioni di cui sono capaci, la logica inopinabile. A volte, quando si è abituati a passare del tempo con loro, sembra di udire il rumore di quel meccanismo interno che si mette in movimento, che attiva le mille connessioni verso l’elaborazione della domanda e della risposta.

Ed è davanti ad una vita nuova, una vita che “arriva”, che bisogna imparare a fare posto; ad un individuo venuto chissà come e chissà perché, non chiamato, in carne ed ossa. Sappiamo solo che con lui dovremo dividere spazio, tempo, mamma e papà, le nostre cose…
E l’arrivo di un fratello – ma ancor più la scoperta di un “alieno”, bambino come lui, in giardino – porterà Joakim a porsi mille domande.

Joakim ha otto anni, sta per diventare “fratello” e proprio la notte in cui questo sta per avvenire si accorge che c’è un bambino appeso ad un albero in giardino.
Arrivato chissà da dove penzola a testa in giù, tra i rami, impigliato per i suoi pantaloni.
I due bambini passeranno ventiquattrore insieme, studiandosi, osservandosi, cercando di capirsi. Si porranno reciprocamente moltissime domande.

Ad ogni domanda di Joakim, Mika si inchinerà: da dove proviene è usanza inchinarsi ad ogni domanda perché la domanda è nobile, punta oltre, è il futuro, è la voglia di scoprire; mentre la risposta è un tratto di strada che ci si è lasciati alle spalle, la conoscenza acquisita.
I due bambini si confrontano davanti all’universo, si interrogano sulle proprie origini. Mika non ha l’ombelico: come sarà nato? Sull’evoluzione della specie, sul concetto di tempo e spazio.

Mika è caduto sulla Terra, l’uomo è salito sulla luna trovando il punto magico in cui il basso si trasforma in alto e l’alto in basso.

Nulla al mondo è “normale”, banale, nulla andrebbe dato per scontato, neppure un sasso che nel suo essere sasso è un pezzo di pianeta e di conseguenza un pezzo di universo, ovvero un mondo da scoprire dove la vita umana è il grande enigma, la grande domanda mai risolta.

Joakim apprenderà solo più tardi di aver avuto un fratellino maschio, Mikael, come solo lui sapeva già da tempo che sarebbe stato, a differenza di tutti, senza però capirne il perché.
Sogno o realtà Mika?
Una bellissima storia sulla ricchezza della diversità, sul valore dell’amicizia, sulla capacità di guardare il mondo senza pregiudizio, ma con occhi sempre nuovi
. Perché, come spiegherà Mika a Joakim, se due da fondo valle si trovano a scalare una stessa montagna da due versanti differenti, arrivati in cime la montagna sarà comunque la stessa. E i due scalatori, uguali, si potranno dare la mano.

“Tanti auguri fratello! Un mondo intero ti attende!”
Parola d’ordine: stupirsi, sempre, come i bambini sanno fare, piccoli scienziati in esplorazione dell’universo.

Marina Petruzio

C’è nessuno?
di Jostein Gaarder illustrato da Paolo Cardoni
Ed.: Salani Editore
Euro: 11,00
Età di lettura: da 8 anni 


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