Fotografia

Charlotte Perriand: designer… ma non troppo

Alberto Pelucco
3 aprile 2014

03_Bôme de voiler, Croatie, 1937

Bisogna aprire lo sguardo a ventaglio”.

Così diceva la grande designer francese Charlotte Perriand, protagonista della omonima mostra allestita presso la Galleria Carla Sozzani di Milano.

Questa frase illustra alla perfezione la “poetica” di colei che definire artista sarebbe riduttivo, dato il suo interesse per pittura, scultura, architettura e, soprattutto, fotografia.

In breve, fu un’autentica avanguardista quella che, nata a Parigi nel 1903, partiva proprio da obiettivo e grandangolo per realizzare i suoi oggetti.

06_Vertèbre de poisson, 1933

Si tratta di creazioni che, pur influenzate dal razionalismo lecorbusieriano, frutto di una collaborazione decennale con il maestro svizzero, sono rivisitate con una sensibilità tipicamente artistica. Due sono i punti chiave del modus operandi della designer d’Oltralpe: primo, ogni progetto dev’essere concepito in relazione a uno spazio specifico; secondo, l’uomo deve trovarsi a suo agio nel suo spazio domestico, esattamente come nella natura.

Ecco perché l’interesse della Perriand è rivolto a tutti quegli oggetti che non creino sconvolgimento nell’animo umano. Gli oggetti devono colpire non per il loro aspetto ideale, ricostruito, raffinato, ma per le loro forme effettive. Si tratterà forse di elementi scontati o non evidenti per equilibrio o simmetria, ma proprio per questo sono le figure più funzionali, perché non turbano l’uomo, come potrebbero fare invece degli oggetti, magari più belli, ma al contempo freddi, asettici e troppo appariscenti.

07_Grès sur le sable, vers 1935

Nel suo spazio abitativo l’uomo cerca soprattutto quella tranquillità che solo alcune cose, tra cui la natura, sanno offrirgli. Non deve perciò stupire il numero di viaggi intrapresi dalla Perriand, accompagnata dalla sola macchina fotografica. Ella ricerca nel mondo tutte quelle forme, grezze forse, ma “reali”, per poi scoprire, ad esempio, che l’angolo retto, tanto caro al suo ex maestro Le Corbusier, in natura non esiste.

Da qui ha inizio un’autentica rivoluzione nella concezione non solo del design, ma anche del concetto di estetica, che non è più sinonimo di bellezza ideale, ma di funzionalità nei confronti dell’essere umano.

Eccola dunque in esplorazione delle coste mediterranee, delle tecniche di lavorazione tradizionale del bambù in Giappone, attratta dalle imperfezioni di ciottoli e dai profili di scogli logorati dalle intemperie o dalle reti da pesca che, in futuro, sarebbero diventati mobili, sedie, letti, come l’ormai celebre snodo di un albero maestro immortalato in Croazia, che diede vita a una lampada girevole.

Alberto Pelucco
Photo credits: Courtesy © Charlotte Perriand Archives (Paris)

08_La face est du Grépon et la « vire à bicyclette », Chamonix, vers 1930

“CHARLOTTE PERRIAND fotografa e designer”
a cura di Jacques Barsac e Enrica Viganò
Dal 6 aprile al 4 maggio 2014
Orari:
tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
Tel. +39 02.653531
www.galleriacarlasozzani.org
Ingresso Libero


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