Letteratura

Che cosa indossi, che Storia hai?

staff
3 luglio 2011


Esce per la collana Intersezioni de Il Mulino un piccolo gioiello per tutti i curiosi che intendono esplorare il mondo-moda anche da un punto di vista storico: “Breve storia della moda in Italia” si pone come obbiettivo un’indagine trasversale sui più importanti fenomeni di costume dal Medioevo ad oggi.
Con agilità e leggerezza Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di Storia del costume e della moda all’Università di Bologna, ci porta alla scoperta delle principali tappe che hanno fatto la storia della moda. Partendo dall’influeza sul costume che hanno avuto rispettivamete Italia, Spagna e Francia, l’autrice passa ad un’indagine esaustiva, ma mai prolissa, degli elementi costitutivi che dal secondo dopoguerra hanno determinato la fioritura del Made in Italy e l’imposizione della sua eccellenza nel mondo.
Un volume di piacevole lettura viene valorizzato da un apparato fotografico interessante nella sua ottica comparativa che ci mostra, solo per fare alcuni esempi, la redingote ed il corsetto, classici capi del ‘600, affiancati a quelli riproposti da Moschino nella collezione A/I 2011, o la collezione floreale di Alberta Ferretti, sempre di quest’anno, ispirata al capolavoro di Botticelli “La Primavera”, o ancora diverse tipologie di abiti matrimoniali, partendo da quelli indossati dalle dame del XVIII secolo, passando per quello di Linda Christian confezionato per lei dalle sorelle Fontana nel ’49, finendo con i caftani da sposa ricamati del ’68/’69. Leggendo e osservando veniamo a conoscere i principali protagonisti di un universo variegato e contraddittorio: dai sarti alle cortigiane, dalle prime giornaliste di costume ai grandi fotografi, fino ai padri della moda contemporanea come Elio Fiorucci, Luciano Benetton, Giorgio Armani, Gianni Versace, Gianfranco Ferrè.
Storia ma non solo. Il saggio si occupa anche di dare delle spiegazioni fondate sui bizzarri quanto sostanziali meccanismi che regolano le dinamiche del costume. Ad esempio il periodico avvicendarsi sulle passerelle (e non solo) di righe, quadretti e fantasie; oppure il ritorno continuo dei capi vintage; il ruolo delle suggestioni provenienti dall’Oriente; l’alternanza tra lungo e corto, ampio e stretto. Insomma, la moda parla di noi, si fa portavoce di cultura, ideologie e tendenze di pensiero: diviene allora fondamentale conoscerne i processi e le evoluzioni in rapporto alla socetà che anima e di cui diviene portavoce.
Infine storia della moda è anche e soprattutto storia del corpo, in particolare del corpo femminile. Ecco perchè non poteva mancare una riflessione sui simboli per eccellenza della beltà femminea, continuamente oscillanti nei loro significati: i capi- feticci come corsetto, tacchi e reggiseno sono strumenti di potere erotico e seduttivo o le imposizioni alla libertà di essere donna di una società fallocentrica?

 

Virginia Grassi


“Breve storia della moda in Italia” di Maria Giuseppina Muzzarelli, Il Mulino edizioni, pp.264.


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